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Food Up, We are Hungry for Rights!

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Il sistema sociale ed economico globalizzato, basato sulla produzione agricola a carattere industriale, rende sempre più marginali le istanze dell’agricoltura contadina (di prossimità, familiare, equa, sostenibile) esacerbando contraddizioni e problematiche che incidono negativamente sulla sovranità e sulla sicurezza alimentare.

Al contrario, numerose esperienze legate ai Sistemi Alimentari Alternativi (reti a base comunitaria caratterizzate da prossimità territoriale e da un’organizzazione sociale orientata alla condivisione, in inglese Alternative Food Systems) hanno messo in luce positivi processi di cambiamento e sviluppo sostenibile a livello sociale, economico e ambientale.

E’ in quest’ottica che nel 2013 è nato il progetto europeo “Hungry for Rights” che, con un approccio di educazione alla cittadinanza mondiale, ha voluto contribuire a rafforzare una diffusa e radicata consapevolezza delle opportunità offerte dai sistemi alimentari alternativi nella gestione di problematiche globali quali la fame, le minacce alla salute, all’ambiente, allo sviluppo rurale e alla tutela dei diritti dei produttori e dei consumatori.

Questa consapevolezza è stata ricercata attraverso la formazione di una rete di Food Catalysts, quali facilitatori nella creazione dal basso di una rete di soggetti capaci di impattare efficacemente sulle istituzioni in un’ottica di multilivello (locale, nazionale ed europeo) nella definizione e nell’implementazione di politiche innovative in ambito agro-alimentare.

C’era e c’è l’esigenza di incentivare la produzione e il consumo di cibo locale familiare per salvaguardare i diritti dell’agricoltore ma anche del consumatore, garantendo cibo sano, gustoso e di alta qualità. La sovranità alimentare, questa l’ottica del progetto, non può non rientrare nelle agende politiche dei governi europei.

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Attraverso la realizzazione di diverse attività di partecipazione (visite di scambio a livello europeo, formazione dei facilitatori, definizione di tavoli partecipati da produttori, consumatori e istituzioni) è stato possibile coinvolgere gli attori chiave in un processo di rafforzamento e attivazione territoriale nei Paesi partner di progetto (Italia, Francia, Lituania, Gran Bretagna, Cipro e Senegal).

L’approccio pear-to-pear del progetto ha permesso lo scambio di testimonianze di successi e fallimenti per identificare le buone pratiche necessarie allo sviluppo di soluzioni locali a problemi globali sul cibo, riuscendo ad osservare che in ogni Paese è possibile implementare pratiche di agricoltura sostenibile e alternativa.

 
>>> VIDEO: FOOD UP!


Con il forum internazionale "Food up! Dai sistemi agroalimentari alternativi alle nuove forme di governance alimentari", tenutosi a Monza il 24-25 ottobre 2015, si conclude il progetto Hungry for Rights.

Il forum di Monza è stata l’occasione per una condivisione finale e di reciproco apprendimento delle varie esperienze territoriali degli AFSs, volto alla valorizzazione delle pratiche di mobilitazione sociale sperimentate.

Nella dichiarazione finale, i delegati hanno sottolineato che il cambiamento è immaginabile soltanto creando sensibilità e dando la possibilità di approcciarsi criticamente alle scelte alimentari quotidiane, inducendo una modifica dei comportamenti.
Sostenibilità, solidarietà e difesa dei diritti: è questo ciò che chiede Hungry for Rights.

>>> LEGGI LA DICHIARAZIONE FINALE (PDF)
 

 I target group sono stati 350 piccoli agricoltori e produttori agroalimentari, 50 rappresentanti di gruppi d'acquisto solidale, 4.000 volontari attivi, 750 operatori di organizzazioni non governative e della società civile e 150 amministratori pubblici.

A beneficiare sono stati e saranno i piccoli produttori, le associazioni e i gruppi di consumatori, le organizzazioni del privato sociale, organizzazioni di migranti, ma anche le pubbliche autorità locali e regionali e più in generale tutta la cittadinanza europea raggiunta dagli eventi organizzati.


 INFO:

vai al sito del progetto
HUNGRYFORRIGHTS.ORG

 


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