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L'assassinio di Bertha Cáceres

1022 berta prev¡Despertemos¡ ¡Despertemos Humanidad¡ Ya no hay tiempo.

Con queste parole, meno di un anno fa, Berta Caceres riceveva il Premio Goldman, il maggiore riconoscimento internazionale per difensori dei diritti umani in campo ambientale.

Oggi avrebbe compiuto 45 anni, Berta. Coordinatrice del Consejo Cívico de Organizaciones Populares e Indígenas de Honduras (COPINH), in primissima línea per la difesa dei diritti delle comunita indigene del suo popolo, il popolo Lenca. Divenuta internazionalmente celebre per aver guidato la resistenza pacifica contro il megaprogetto idroelettrico di Agua Zarca, sul Fiume Gualcarque, fiume sacro per i Lenca e vitale per la loro sopravvivenza. Quasi superfluo ricordare che quel progetto era stato imposto contro il volere e senza il consenso delle comunitá locali,  secondo una prassi ormai collaudata e replicabile ad ogni latitudine.

In quell’occasione peró, dopo mesi di lotte, il movimento organizzzato da Berta riuscí a bloccare il progetto, guidato dalla compagnia statale cinese Sinhoydro, l’impresa costruttrice di idroelettriche piú grande al mondo, e finanziato con l’appoggio della Financial International Corporation, l’istituzione del Banco mondiale che realizza investimenti nel settore privato.

Líder combattiva, ostinata, estremamente preparata, profundamente amata e terribilmente temuta. E per questo uccisa in maniera ignobile e vigliacca con due colpi di pistola la notte del 3 di marzo, nella sua casa di La Esperanza.

Non é la prima, Berta, a pagare con la vita il suo meraviglioso coraggio. L’organizzazione Global Witness riporta che l’Honduras é il paese con il numero procapite piú alto al mondo di omicidi tra i difensori dell’ambiente (121 dal 2012 ad oggi).

É un giorno triste per l’Honduras. E non solo. Speriamo che la morte di Berta costituisca una spinta per placare questo fiume di sangue e per svegliare davvero le coscienze assopite di milioni di persone.

Ciao Berta, madre e figlia di tutti i fiumi.