Oggi nel mondo 215 milioni di bambini e bambine sono impegnati in tutti i settori produttivi. Più della metà è coinvolta nelle forme peggiori di sfruttamento che violano gravemente i loro diritti quali il diritto all'educazione, alla salute, al gioco
e al tempo libero sanciti dalla Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza.
In Italia il fenomeno è gravemente sottovalutato e i dati disponibili sono carenti, non aggiornati e contradditori. Secondo l'ISTAT lavorano 144.000 bambini tra i 7 e i 14 annie di questi, 31.500 sono da considerarsi veri e propri casi di sfruttamento ma per l'Ires-CGIL sono molti di più, circa 400.000.
Dal quadro descritto dal 5° Rapporto di aggiornamento sulla Convenzione Onu sui diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza che il Gruppo CRC (che riunisce 85 associazioni e organizzazioni del terzo settore tra cui ACRA) emerge che il nostro Paese si colloca ai primi posti in Europa per dispersione scolastica e incremento della povertà e supera la media dell'UE per minori a rischio povertà o esclusione sociale.
Sono 1.876.000 in minori in condizioni di povertà relativa, di cui 1.227.000 al Sud, ai quali si aggiungono 359 mila bambini che nel meridione vivono in condizioni di poverta' assoluta, cioe' non dispongono di beni essenziali per il conseguimento di standard di vita accettabili. Questi condizioni possono aggravare il fenomeno del child labour nel nostro paese.


