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ACRA con gli Achuar nella Giornata Mondiale delle Popolazioni Autoctone

00194 achuarSi calcola che circa 300 milioni di persone nel mondo appartengono a popoli indigeni. Comunità autoctone che vivono in più di 70 paesi in tutto il mondo e formano più di 5000 diversi gruppi, molti dei quali sono a rischio di estinzione.

Minacciati da interessi economici che insistono sulle loro terre (petrolio, piante medicinali, legname, pascoli) e da sistemi culturali egemonici che tendono a omologare il diverso, le popolazioni indigene rischiano di scomparire. E con loro rischiano di scomparire i saperi, le tradizioni, le capacità che da millenni costruiscono la loro civiltà.

Per riportare al centro la riflessione sui diritti e sulle necessità di queste popolazioni, il 9 agosto si celebra la Giornata Mondiale delle Popolazioni Indigene. Per ACRA è l'occasione di riflettere ancora una volta sulle specificità e sull'importanza del nostro lavoro al fianco di popolazioni indigene nel mondo, impegno che presuppone una forte cognizione di causa e una propensione ad abbandonare pregiudizi e soluzioni precostituite. L'identità culturale, le tradizioni, la sensibilità delle popolazioni indigene sono profondamente differenti dalla cultura occidentale e sono il primo patrimonio da tutelare.

Il secondo patrimonio essenziale e minacciato è la terra su cui vivono. Le popolazioni indigene faticano a vedere riconosciuti i loro diritti ancestrali sui territori che abitano. La terra non è solo essenziale per la sopravvivenza delle popolazioni indigene: per molte di loro ha anche un profondo significato spirituale. Aiutare le popolazioni indigene ad affermare i propri diritti sui territori in cui vivono dai tempi dei loro avi e sulle risorse naturali che essi contengono è quindi una priorità impellente.

Una delle migliori esperienze in questo senso è quella che attualmente in atto in Ecuador, nei territori delle popolazioni Achuar dove ACRA collabora con la fondazione Chankuap e con le comunità.

Il popolo amazzonico Achuar è costituito da circa 12.000 persone, divise a metà dalla frontiera tra Ecuador e Perù, che ancora abitano in aree forestali isolate, senza una via di accesso terrestre (solamente aerea o in alcuni casi fluviale), senza i servizi minimi basici (acqua potabile, latrine, elettricità) e vivendo principalmente dei prodotti della foresta e di un'agricoltura di autoconsumo.

Il territorio Achuar delle province di Morona Santiago e Pastaia, dove ACRA interviene, rappresenta l'unica area amazzonica dell'Ecuador ancora non toccata dallo sfruttamento petrolifero, nonostante le forti pressioni esterne di imprese e dello Stato.

Negli ultimi decenni, però, gli Achuar stanno vivendo un cambio socio-culturale drastico, passando da una vita semi-nomade ad una stanziale. Se per tradizione dopo uno sfruttamento di 10-15 anni dello stesso territorio si passava ad occupare una nuova area, in modo da permettere il recupero delle risorse naturali (fauna e flora), oggi le comunità rimangono fisse nello stesso territorio (di solito vicino alle piste di atterraggio nel mezzo della foresta amazzonica), con la conseguente nascita di nuove esigenze e nuovi rischi socio-ambientali: crescita demografica e stile di vita moderna entrano in contrasto con la tutela degli equilibri naturali e delle risorse naturali.

In questo contesto tra il 2007 e il 2010, grazie ad un cofinanziamento del Ministero degli Affari Esteri di Italia, ACRA in collaborazione con la Fundacion Chankuap (http://www.chankuap.org/) ha gestito il progetto "Sostegno alle popolazioni Achuar delle province di Morona Santiago e Pastaza per la conservazione delle risorse naturali e la salvaguardia dell'identità culturale locale".

Il progetto, dal carattere innovativo per la sua metodologia partecipativa, si è incentrato nella elaborazione di 17 piani di gestione territoriale comunitaria che hanno permesso di mappare e pianificare la distribuzione e la gestione delle risorse naturali (fauna e flora) presenti in ogni comunità indigena amazzonica. Grazie alla buona riuscita del progetto, si sono create 27 riserve ecologiche con lo scopo di conservare la biodiversità e dare la possibilità di tutelare le risorse naturali del territorio per l'uso e lo sfruttamento sostenibile da parte delle popolazioni locali.

Nel febbraio del 2011 si è iniziato un nuovo progetto sulla "Gestione dei rifiuti e riduzione dell'inquinamento nel Municipio di Taisha e nel territorio Achuar" con la collaborazione della Fundacion Chankuap e del Municipio di Taisha, grazie ad un cofinanziamento dell'Unione Europea.

Il progetto, che durerà fino a luglio del 2013, ha come obiettivi principali quelli di rafforzare le capacità locali nella gestione dei rifiuti, conservando l'ecosistema amazzonico, fragile e caratterizzato dall'alta biodiversità, migliorando i sistemi di raccolta dei rifiuti solidi (plastica, latta, vetro, cartone) e aumentando la coscienza ambientale delle popolazioni locali su questa tematica.

Mancando l'elettricità, uno dei grandi problemi del territorio Achuar è l'uso indiscriminato delle pile per il funzionamento delle torce elettriche. In questo ambito il progetto sta cercando di lavorare su due fronti: ridurre l'uso e consumo delle pile e gestire al meglio le pile e batterie che in ogni caso continueranno ad entrare. Per ridurre l'uso delle pile, si stanno realizzando alcune alternative ecologicamente più sostenibili come la consegna di torce ricaricabili a mano; la distribuzione di pannelli solari nei luoghi di ritrovo pubblico (scuole o casa comunale); l'esecuzione del primo progetto pilota in Latino America di produzione di energia bio-elettrica a partire dai batteri del suolo in collaborazione con l'Università di Firenze.

In questi mesi le 15 comunità Achuar coinvolte nel progetto hanno mostrato un forte interesse e una buona partecipazione nella fase di socializzazione e costruzione delle prime infrastrutture come le piccole discariche comunitarie per i rifiuti inorganici; i siti di produzione del compost (fertilizzante naturale a partire dai resti organici); i siti di stoccaggio temporaneo dei rifiuti tossici (pile, batterie e medicine). Inoltre, per ridurre il consumo dei medicinali non tradizionali, si stanno organizzando dei corsi sulla medicina naturale Achuar con la distribuzione di un manuale specifico elaborato per le malattie più comuni presenti nella zona.

La prossima Giornata Mondiale delle Popolazioni Indigene sarà quindi un importante momento di riflessione e di valutazione del lavoro fatto fino ad oggi. E un momento di pianificazione per i prossimi passi da fare per coniugare sviluppo e sostenibilità, diritti e necessità, presente e futuro di una delle popolazioni indigene più significative del sud america.

Pietro Graziani Capo progetto ACRA
"Gestione dei rifiuti e riduzione dell'inquinamento nel Municipio di Taisha e nel territorio Achuar"