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Giornata mondiale dell'Ambiente. Buone pratiche dall'Ecuador

achuar 1Think, eat, save! Pensa, mangia e risparmia! Questo il motto della Giornata mondiale dell'Ambiente che si celebra oggi e che invita tutti a contrastare gli sprechi alimentari per ridurre la nostra impronta alimentare sull'ambiente.

La nostra impronta alimentare

Secondo il Programma Ambientale delle Nazioni Unite (Unep), infatti, la produzione del cibo necessario all'essere umano è responsabile del 70% del consumo di acqua dolce e dell'80% della deforestazione, oltre a creare almeno il 30% delle emissioni globali di gas a effetto serra.

In Italia, un pasto medio percorre più di 1.900 km in camion, navi e/o aeroplani prima di arrivare sulla nostra tavola. Si calcola che il trasporto via aereo di un chilo di mele cilene produce 18,3 kg di anidride carbonica e consuma 5,8 chili di petrolio. Per un kg di kiwi dalla Nuova Zelanda vengono emessi 24,7 kg di anidride carbonica e consumati 7,9 chili di petrolio (educambiente.tv).

Fermare lo spreco

Nel mondo ogni anno, secondo i dati Unep, un terzo del cibo prodotto viene gettato durante uno dei passaggi dal produttore al consumatore. Questi 1,3 miliardi di tonnellate di derrate alimentari, spiega l'agenzia, del valore di mille miliardi di dollari, sarebbero sufficienti a nutrire gli 870 milioni di persone che ogni giorno non hanno da mangiare, oltre a rappresentare uno spreco di emissioni di CO2.

''Ridurre il cibo sprecato è una sfida economica, etica e ambientale - ha osservato Achim Steiner, direttore generale dell'Unep - uno dei modi è guardare a come culture meno sprecone danno valore a ogni singolo boccone e valutare come imitarle''.

L'esperienza achuar in Ecuador

Una delle migliori esperienze di tutela ambientale e di sfruttamento sostenibile delle risorse è quella che attualmente in atto in Ecuador, nei territori delle popolazioni Achuar dove ACRA collabora con la fondazione Chankuap e con le comunità.


 

 

La popolazione Achuar è una delle popolazioni indigene dell'Ecuador che ancora vivono relativamente isolate, grazie al sostentamento delle risorse naturali, in un area geografica con una alta biodiversità, senza accesso terrestre ai loro territori.

Un equilibrio a rischio

Negli ultimi decenni, però, gli Achuar stanno vivendo un cambio socio-culturale drastico, passando da una vita semi-nomade ad una stanziale. Se per tradizione dopo uno sfruttamento di 10-15 anni dello stesso territorio si passava ad occupare una nuova area, in modo da permettere il recupero delle risorse naturali (fauna e flora), oggi le comunità rimangono fisse nello stesso territorio (di solito vicino alle piste di atterraggio nel mezzo della foresta amazzonica), con la conseguente nascita di nuove esigenze e nuovi rischi socio-ambientali: crescita demografica e stile di vita moderna entrano in contrasto con la tutela degli equilibri naturali e delle risorse naturali.

In questo contesto tra il 2007 e il 2010, grazie ad un cofinanziamento del Ministero degli Affari Esteri di Italia, ACRA in collaborazione con la Fundacion Chankuap (http://www.chankuap.org/) ha gestito il progetto "Sostegno alle popolazioni Achuar delle province di Morona Santiago e Pastaza per la conservazione delle risorse naturali e la salvaguardia dell'identità culturale locale".

Gestione sostenibile del territorio

Il progetto si è incentrato nella elaborazione di 17 piani di gestione territoriale comunitaria che hanno permesso di mappare e pianificare la distribuzione e la gestione delle risorse naturali (fauna e flora) presenti in ogni comunità indigena amazzonica. Grazie alla buona riuscita del progetto, si sono create 27 riserve ecologiche con lo scopo di conservare la biodiversità e dare la possibilità di tutelare le risorse naturali del territorio per l'uso e lo sfruttamento sostenibile da parte delle popolazioni locali.

Un nuovo progetto per l'ambiente

Nel febbraio del 2011 si è iniziato un nuovo progetto sulla "Gestione dei rifiuti e riduzione dell'inquinamento nel Municipio di Taisha e nel territorio Achuar" (www.gestiondesechossolidosamazonia.blogspot.com/) con la collaborazione della Fundacion Chankuap e grazie ad un cofinanziamento dell'Unione Europea.

Il progetto, che durerà fino a luglio del 2013, ha come obiettivi principali quelli di rafforzare le capacità locali nella gestione dei rifiuti, conservando l'ecosistema amazzonico, migliorando i sistemi di raccolta dei rifiuti solidi (plastica, latta, vetro, cartone) e aumentando la coscienza ambientale delle popolazioni locali su questa tematica.


 

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