"Ci piace il bicchiere mezzo pieno. Siamo ottimisti sul futuro, dobbiamo esserlo almeno per quanto concerne la volontà di migliorarlo.
Per questo, ritenendo che la vita è stata sufficientemente generosa nei nostri confronti, cerchiamo nel nostro piccolo di aderire a progetti etici e solidali.
Non ci è sempre possibile rispondere positivamente a ogni proposta che ci viene fatta e anzi sempre più siamo costretti a scegliere tra le decine di appelli che ci provengono. A volte sinceramente ci viene quasi da spazientirci: pare che il nostro principale lavoro sia diventato quello che aderire e lavorare a progetti di volontariato. Poi però, passato il primo momento, ci fermiamo a riflettere. Il nostro ruolo un po' più esposto di altri ci rende più visibili. È logico che chi opera nel sociale ci chieda aiuto. Inoltre l'aumentare delle richieste è un buon segnale: è evidente che sempre più persone dedicano parte del loro tempo libero a aiutare i meno fortunati e i diversi.
Abbiamo scelto come principale criterio di selezione (brutta ma necessaria parola) la conoscenza diretta. Cerchiamo di sostenere associazioni i cui animatori ci garantiscano in prima persona - se mai ce ne fosse bisogno - che ciò che facciamo arrivi senza troppi rallentamenti all'obiettivo prefissato.
ACRA è una di queste associazioni. Il suo progetto davvero entusiasmante sul recupero e l'utilizzo dell'acqua ci affascina. Abbiamo fatto diversi viaggi nella nostra vita. Belli e in prevalenza abbastanza "comodi". Ciò nonostante ci siamo sempre sentiti più viaggiatori che turisti. Dei Paesi che abbiamo visitato abbiamo cercato di capirne la cultura e la reale situazione sociale, al di là degli affascinanti monumenti e delle incantevoli bellezze naturali. Così ci siamo accorti che spesso l'acqua era al centro di tutto. La sua carenza o totale mancanza segna la povertà e le disuguaglianze. Il suo utilizzo o meno è dettato quasi sempre da ricatti, poteri, soprusi e violazioni anche vergognose. Nel così detto Terzo mondo chi ha l'acqua è ricco e ha potere, chi non ce l'ha è necessariamente sottomesso e impotente.
Acra ha capito molto bene che la rinascita di un popolo e la salvaguardia della sua crescita e dei suoi valori " da quelli più immediati a quelli più profondi " nasce dall'acqua.
Ci piace il progetto Acra. Ci piace per come è concepito e per come è portato avanti. Ci piace per le persone che lo animano. Per questo intendiamo appoggiarlo sia personalmente che indirettamente attraverso la nostra attività. In questo senso va per esempio la decisione della produzione Bananas, di finanziare il progetto che prevede un acquedotto nel distretto di Njombe, in Tanzania, con un euro per ogni biglietto venduto degli spettacoli/registrazioni del "nostro" Zelig.
Quest'anno Acra è il nostro fiore all'occhiello.
Il nostro bicchiere mezzo pieno".
di Gino & Michele, Giancarlo Bozzo


