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| Turismo contro povertà |
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Strategie di turismo per la lotta alla povertà in Burkina Faso, Ecuador e Tanzania
Il progetto si articola su 3 paesi in cui ACRA opera da diversi anni. Strategia dell'azione è quella di aprire la strada a nuove opportunità lavorative legate al settore turistico al fine di ridurre la povertà delle popolazioni dell'Arcipelago di Zanzibar, Burkina Faso e Ecuador, proponendo in particolare formazioni professionali e sulla tutela ambientale.
A Zanzibar, gli investimenti stranieri nel settore turistico sono massicci ma la popolazione ha ancora difficile accesso ai benefici del turismo. In Burkina Faso, il turismo ha ancora una forma marginale e si rivolge ad una fascia di turismo di nicchia. In Ecuador il turismo cresce molto lentamente, è maggiormente controllato dal governo ed è soprattutto un turismo nazionale. Queste differenze, insieme ad alcuni aspetti comuni legati alla povertà, pongono le basi per una riflessione sugli impatti economici, culturali e ambientali del turismo che non può prescindere da un coinvolgimento della società civile e da un apprendimento reciproco tra autorità locali e attori non statali dei tre paesi attraverso uno scambio di esperienze. Saranno esplorati differenti approcci di turismo non tradizionale (eco-turismo, turismo sostenibile, turismo comunitario) partendo dall'analisi specifica dei bisogni e dalle potenzialità degli attori istituzionali e non di ogni paese. La partecipazione a dibattiti nazionali e internazionali riguardo al turismo sarà appropriatamente indirizzata verso esperienze pratiche locali che possano contribuire alla riduzione della povertà. La forte espansione del turismo negli ultimi anni richiede, in particolare, interventi diretti sulle problematiche della gestione delle risorse naturali messe spesso in pericolo da questa pressione.
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Problemi da risolvere
Ecuador
In Ecuador, il turismo ha iniziato a svilupparsi negli anni ‘80 ma solo l’1,4% della popolazione è attualmente coinvolto nelle attività turistiche; il settore è controllato da un piccolo numero di investitori e le comunità locali, soprattutto nelle zone rurali e nelle aree naturalistiche, ne rimangono escluse. Il turismo spesso porta conflitti tra comunità, governo e investitori circa l’uso e proprietà delle terre. L’area di Mitad del Mundo, su cui interviene il progetto, ospita un parco-museo che è l’attrattiva più visitata del paese, con circa 700.000 visitatori che però si fermano solo in giornata, trascurando l’area circostante. Si tratta di un’area agricola povera a 30 km da Quito, in cui la presenza non regolata di cave per materiali edili determina un importante degrado ambientale. Tuttavia l’area ospita anche importanti luoghi archeologici e naturalistici come la Riserva Geobotanica di Pululahua, vari edifici legati alla storia coloniale del paese e siti incaici.
Zanzibar
L’economia di Zanzibar dipende fortemente dal turismo internazionale. Ciononostante, le comunità rurali e i giovani in particolare, sono sempre più esclusi dai benefici del turismo mentre risentono dei suoi impatti negativi sulla cultura locale e sull’ambiente; lo sviluppo turistico, inoltre, sta via via limitando l’accesso della popolazione alle risorse naturali creando problemi di insicurezza alimentare. Attualmente alla popolazione locale mancano le competenze per trovare impiego nel settore turistico, così come per dedicarsi a iniziative imprenditoriali legate all’indotto del turismo. Si rende necessario sviluppare nella popolazione locale una maggiore coscienza ambientale attraverso corsi nelle scuole e il rafforzamento delle organizzazioni comunitarie impegnate nella gestione ambientale, affrontando particolarmente il problema dello smaltimento dei rifiuti solidi. 
Burkina Faso
La provincia di Tapoa, in Burkina Faso, è nella cintura esterna del parco transfrontaliero W. L’area di progetto è caratterizzata da problemi sulla sostenibilità ambientale, gestione delle risorse naturali e conflitti tra agricoltori e pastori. I distretti rurali di Diapaga, Logobou e Tambaga soffrono in particolare per lo sfruttamento intensivo della terra che mette a rischio le risorse naturali e la sicurezza alimentare della popolazione. Il parco e le altre mete naturalistiche dell’area potrebbero mitigare questi problemi, attirando flussi turistici e generando contemporaneamente fonti di reddito alternative che riducano la pressione sulle risorse naturali. Una condizione importante però è l’inquadramento delle attività turistiche all’interno dei piani di sviluppo locale che le municipalità stanno mettendo a punto per la lotta alla povertà e per la tutela dell’ambiente.




