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Un bilancio dei quasi 40 anni di presenza di ACRA in Ciad - di Haissou Douksidi Alphonse


Il nostro collega Alphonse Haissou Douksidi ci ha lasciato dopo una lunga malattia. Da dieci anni lavorava per la sua gente con passione e sensibilità. Vogliamo ricordarlo attraverso le sue parole, una testimonianza del suo impegno che ci ha inviato un anno fa.

Sono ciadiano e lavoro per ACRA da parecchio tempo, per questo penso di poter volgere uno sguardo retrospettivo e critico per indicare gli aspetti più rilevanti che hanno caratterizzato la presenza di ACRA in Ciad in questo lungo periodo.

Dal mio punto di vista gli interventi di ACRA hanno apportato e apportano un contributo adeguato e apprezzabile nel processo di sviluppo di molte zone del Ciad, come dimostra la continuità delle convenzioni di partenariato che proseguono senza interruzione ormai da quasi 40 anni. Gli ambiti nei quali ACRA è intervenuta fino ad oggi corrispondono ai bisogni delle popolazioni: lo sviluppo rurale - che abbraccia contemporaneamente il settore agricolo, l’allevamento e l’ambiente - la rete idrica dei villaggi, la salute, l’educazione e la promozione delle categorie sociali svantaggiate, segnatamente le donne.

Malgrado la crescente importanza delle nuove risorse petrolifere, infatti, tutti questi settori rappresentano fattori determinanti nello sviluppo di un paese con bassissime capacità di redistribuzione del reddito e per molti versi ancora arretrato.
La strategia di ACRA di coinvolgimento delle popolazioni nella scelta dei progetti e nella loro realizzazione attraverso l’approccio partecipativo e comunitario permette di ottenere i risultati attesi, con effetti positivi sulla presa di coscienza della popolazione riguardo le proprie capacità, la necessità di assumersi delle responsabilità e la disponibilità delle risorse locali. Il rafforzamento delle capacità organizzative e gestionali è solidamente integrato in tutti i progetti e favorisce l’abilità tecnica e il mutare della mentalità e del comportamento delle popolazioni locali. Il raggiungimento di uno sviluppo sostenibile e autonomo è strettamente vincolato al conseguimento di questi obiettivi.

La realizzazione di numerose infrastrutture ha inoltre contribuito ad attenuare le sofferenze delle popolazioni. In particolare, la disponibilità e la vicinanza dell’acqua potabile per la popolazione e il bestiame riduce la fatica e i rischi di malattia; l’esistenza di infrastrutture scolari migliora le condizioni dell’insegnamento; gli ospedali e i centri di salute di prossimità permettono delle cure di qualità a costi minori. Inoltre, la disponibilità di strutture di stoccaggio dei prodotti alimentari assicura parzialmente la reperibilità di alimenti in alcuni villaggi della zona sahéliana del paese dove l’insicurezza alimentare è endemica.
L’accesso al credito e ad altri servizi finanziari da parte delle popolazioni emarginate, e in particolare delle donne, permette di migliorare sensibilmente la situazione socioeconomica grazie alla promozione di attività generatrici di reddito. La promozione di iniziative comunitarie per la gestione delle risorse naturali, in particolare di quelle vegetali, attraverso le organizzazioni di produttori e di donne, permette l’attenuazione del degrado ambientale già largamente diffuso.
Nei limiti del possibile, ci piacerebbe adesso allargare le zone d’intervento all’interno del paese, poiché la presenza continuativa in una stessa zona riduce l’efficacia delle azioni con il rischio di innescare un effetto di abitudine ed eccessiva familiarità. Stiamo inoltre lavorando ad una migliore gestione amministrativa e finanziaria dei progetti introducendo logiche di controllo e valutazione dello stato di avanzamento dei progetti e cercando di capitalizzare al meglio la grande esperienza nel settore dello sviluppo e rendere maggiormente visibile i risultati raggiunti.

Molta strada è stata percorsa, ma è necessario continuare a lavorare per rendere sempre più efficaci le azioni future di ACRA e adattarle sempre meglio alle esigenze dell’auto-sviluppo sostenibile.”

di Alphonse Haissou Douksidi

 

Grazie Alphonse, buon viaggio.

 

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