
Cari insegnanti colleghi,
il lavoro che abbiamo scelto è un mestiere sporco, ingrato e anche, nello stesso tempo, prezioso. Sporco per il fatto che diversi bambini che abbiamo davanti a noi provengono da ambienti diversi, ognuno con le sue stravaganze, la sua igiene, il proprio modo di percepire il mondo, e noi, come educatori dobbiamo lavorare su queste differenze, e guidare questi giovani nel loro viaggio affinché diventino persone responsabili capaci di prendere in carico il destino del proprio paese e della propria comunità.
Questo ci obbliga a comportarci in maniera responsabile e a essere d'esempio per loro, il tutto con molta pazienza.
Ingrato perché in questo mondo, l'insegnante viene considerato come l'ultimo della classe, soprattutto in un paese come il nostro (il Ciad), a causa della sua semplicità (uno che accetta tutti, soddisfa le aspettative di tutti, anche di bambini molto piccoli), dimenticando che è l'insegnante il fermento dello sviluppo di una nazione.
Ma prezioso quando vediamo il risultato che l'insegnante ha dato alla società: l'onestà, l'armonia, la pace nel paese, lo sviluppo industriale ed economico non sono che il prodotto del lavoro dell'insegnante? Egli, non è come gli altri funzionari che lavorano sulla materia, ma un agente il cui ruolo è quello di plasmare le anime.
Infatti, l'insegnante è colui che cerca continuamente di perfezionarsi per ottenere risultati migliori. Per raggiungere questo obiettivo, deve costantemente confrontarsi con gli altri, ogni volta rivedere le strategie necessarie e i processi.
Il gemellaggio che stiamo realizzando tra le scuole del Ciad e quelle italiane ha enormi potenzialità. Tuttavia, desidero segnalarvi che le condizioni in cui l'insegnante si trova in Ciad non gli consentono di ottenere risultati soddisfacenti: la mancanza di infrastrutture, classi sovraffollate, salari irregolari e inadeguati, mancanza di ricerca sui materiali (libri e materiali didattici), ecc.
Mi auguro che attraverso questo gemellaggio si possa avviare una riflessione e uno scambio a livello pedagogico tra di noi, in modo tale che ognuno di noi conosca le metodologie utilizzate nell'altro paese e ne possa beneficiare. Desidererei inoltre che si realizzasse un incontro tra noi, docenti ciadiani e italiani, almeno una volta ogni due anni per sperimentare la realtà dei nostri rispettivi paesi
Augurandovi buone vacanze, sperando di avere una vostra risposta prossimamente.
di Jean Baptiste Walouda
Equipe Pedagogica Foi et Joie
Mongo (Ciad), Giugno 2009


