| Indice |
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| Indicatori di qualità EaS |
| Obiettivi e risultati |
| Beneficiari |
| Dati di sintesi |
| Attività realizzate |
| Tutte le pagine |


Verso un Sistema Nazionale di Educazione allo Sviluppo in Italia: rafforzare le reti locali, costruire indicatori di qualità, valutare l’impatto.
In Italia non esiste ancora un Sistema Nazionale per l’Educazione allo Sviluppo, paragonabile ad esempio a quello creato per un ambito educativo affine, quale l’Educazione Ambientale.
Tale sistema, oltre a rafforzare le competenze di tutti gli attori dell’Educazione allo Sviluppo, permetterebbe di:
- rafforzare i legami e le collaborazioni tra i diversi attori;
- condividere una cultura di Cooperazione Internazionale in cui l’Educazione allo Sviluppo sia una componente fondamentale;
- disporre di un documento programmatico, o accordo o consensus, di carattere sovraregionale, relativo a come sia opportuno lavorare nei territori per il miglioramento dell’Educazione allo Sviluppo nel prossimo futuro;
- migliorare la qualità dei progetti e delle iniziative, costruendo un Sistema di Indicatori di Qualità coerente con i principi stessi dell’Educazione allo Sviluppo;
- crescere nella partnership pubblico-privato.
Problemi da risolvere
Da più di vent’anni in Europa e in Italia sono in atto progetti e attività di Educazione allo Sviluppo (EaS). Eppure sono carenti le azioni di Sistema e la diffusione del patrimonio di esperienze in atto.
Per costruire tale Sistema occorre capitalizzare e mettere in rete i “saperi in azione” acquisiti, per permettere alle ONG, alle Istituzioni (locali e nazionali) e a tutti gli attori impegnati di compiere dei progressi sul piano della costruzione di reti, del miglioramento della qualità, del dialogo con altre istituzioni e/o con la società civile.
Attraverso il progetto “Verso un sistema nazionale per l’Educazione allo Sviluppo” le ong promotrici vogliono contribuire alla creazione di un sistema nazionale per l’Educazione allo Sviluppo, aprendo un confronto tra i diversi attori presenti sui territori e mettendo a sistema con un approccio bottom-up le buone pratiche individuate.
Obiettivi
- Porre le basi per la costruzione di un Sistema Nazionale di Educazione allo Sviluppo, basato sulla partnership tra Enti pubblici e organizzazioni della società civile, a partire dalle esperienze di cinque regioni pilota.
- Creare un Sistema per qualificare e monitorare i progetti di Educazione allo Sviluppo promossi da attori pubblici e privati per la diffusione di una cultura di pace e cooperazione internazionale.
- Rafforzare la capacità di dialogo nel campo della ricerca educativa e dell’Educazione allo Sviluppo tra gli Istituti d’istruzione dell’Autonomia Scolastica, gli Enti locali preposti al Sistema Educativo e Culturale e le Organizzazioni Non Governative.
- Qualificare la dimensione territoriale dell’Educazione allo Sviluppo, ovvero il suo radicamento nel territorio e l’attenzione alla costruzione di percorsi duraturi, di processi e di capitale sociale, lavorando per l’armonizzazione dei sistemi delle 5 regioni in cui si svolge il progetto.
- Sperimentare in alcune Regioni italiane i primi 2 passi per la costruzione di un Sistema Nazionale di Educazione allo Sviluppo: 1) messa in rete delle esperienze e delle competenze acquisite dai soggetti, pubblici e privati, che si occupano di Educazione allo Sviluppo nei diversi territori; 2) costruzione scientificamente supportata di strumenti di valutazione condivisi che permettano di migliorare la qualità dell' Educazione allo Sviluppo in Italia.
- Rinsaldare i legami e le collaborazioni tra gli attori dei Sistemi regionali di EAS.
- Far sì che il modello di percorso sperimentato in 5 regioni venga documentato e reso trasferibile anche al contesto nazionale.
- Mettere a disposizione di tutta la comunità nazionale gli strumenti creati.
- Rafforzare le competenze di tutte le organizzazioni dedicate all’EaS (ONG, Assessorati competenti, Istituzioni scolastiche coinvolte).
- Favorire la condivisione della cultura di Cooperazione Internazionale, in cui l’EaS sia una componente fondamentale tra un maggior numero di attori nei territori coinvolti.
Beneficiari
- operatori EAS dell’associazionismo nazionale della solidarietà internazionale partecipanti al Seminario residenziale e al Convegno nazionale
- operatori EAS delle ONG e delle associazioni;
- amministratori e funzionari degli Organi degli Enti locali con competenza sull’EAS;
- docenti referenti per l’EAS nelle scuole;
Beneficiari indiretti:
- Comunità territoriali di riferimento (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Campania) dove si implementano progetti di EAS gestiti dai soggetti indicati come beneficiari diretti; le persone coinvolte nelle attività delle ONG aderenti al progetto potranno infatti beneficiare di una progettualità rinnovata nella qualità;
- Comunità territoriali di riferimento in altre regioni italiane dove si implementano progetti di EAS gestiti dai soggetti indicati come beneficiari diretti; le persone coinvolte nelle attività delle ONG aderenti al progetto potranno infatti beneficiare di una progettualità rinnovata nella qualità
- Studenti delle Facoltà Universitarie delle 5 Regioni, inseriti per periodi di stage e/o di contatto con il mondo non governativo nel campo dell’EAS;
- Accessi ai siti del progetto, ai siti delle ONG e delle Istituzioni coinvolte;
Attività realizzate
- Costruzione del quadro di riferimento comune fra i promotori (gennaio 2009)
- Interlocuzione e ascolto degli altri attori territoriali (febbraio, marzo, aprile 2009)
- Ricerca sulle tendenze dell’EAS in Europa (febbraio, marzo, aprile 2009)
- Condivisione della ricerca e confronto territoriale (14 dicembre 2009)
- Condivisione dei risultati e realizzazione della Carta di qualità (23 febbraio 2010)
- 17 marzo 2010 - Partecipazione al Seminario Nazionale a Torino (scarica il programma): presentazione del percorso e di un documento programmatico.




