| Indice |
|---|
| Agrobiodiversità vuol dire sapere |
| Obiettivi |
| Beneficiari |
| Dati di sintesi |
| Attività da realizzare |
| Attività realizzate |
| Eventi |
| Multimedia |
| Tutte le pagine |
Pagina 1 di 8


Agrobiodiversità, culture e sviluppo locale in Marocco, Senegal e Ecuador.
Questo vasto programma finanziato da IFAD (International Fund for Agricultural Development) e dalla Cooperazione Italiana nasce dalla consapevolezza che lo sviluppo locale può essere fortemente trainato dalla valorizzazione delle specie autoctone e dal riconoscimento di quel patrimonio di saperi che custodisce ogni singola comunità. L’intervento mira:
- da un lato a ridurre il processo di marginalizzazione delle fasce povere della popolazione rurale e dei migranti dei 3 paesi coinvolti, attraverso azioni sperimentali che favoriscano la strutturazione della filiera di prodotti tradizionali, altrimenti sottoutilizzati, migliorando così i redditi e le condizioni di vita dei beneficiari.
- dall’altro a rafforzare nei paesi del Nord l’attuale presa di coscienza del valore dell’alimentazione varia, sana e tipica, in alternativa alla progressiva standardizzazione dei costumi alimentari attraverso eventi di sensibilizzazione e mostre.
Visita il sito dedicato al programma Agrobiodiversità, culture e sviluppo locale (www.agrobiodiversita.it)In Senegal
L’azione in Senegal è diretta da ACRA e favorirà la sperimentazione delle filiere del baobab, del fonio e della Moringa Oleifera: prodotti selezionati per il loro forte potenziale nutritivo e appartenenti a pieno titolo al retaggio culturale tradizionale delle popolazioni locali. Il progetto va a coinvolgere le organizzazioni contadine, i piccoli produttori, i consumatori, i gruppi di donne e giovani, le amministrazioni locali decentrate, i comitati di villaggio per la sorveglianza delle risorse naturali e le associazioni di guaritori tradizionali.
Problemi da risolvere
Secondo l’UNDP, che ha posto il Senegal al 156 posto (su 177 Paesi) dell’indice di sviluppo umano, la maggior parte dei poveri vive in zone rurali. I rapporti dell’IFAD sottolineano che il 75% della popolazione rurale è sotto la soglia di povertà, in special modo agricoltori, donne e giovani che sopravvivono grazie a piccoli appezzamenti familiari.
Le filiere del baobab, del fonio e della moringa sono state selezionate perché gli alimenti prodotti da queste piante presentano importanti proprietà nutrizionali e perché legate a dinamiche tradizionali sempre meno attuali, in seguito alla semplificazione dei sistemi agricoli classici. Questo passaggio è dovuto al diffondersi dello sfruttamento delle monoculture (specialmente l’arachide nelle zone del progetto) che ha tolto spazio ed energie alla coltivazione di prodotti diversificati e direttamente utilizzabili dai coltivatori per il loro sostentamento.




