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"L'acqua per tutti i bambini" in Bolivia: le riflessioni di Carlo Krusich


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Acqua bambina BoliviaE' giunto a conlusione il progetto “Tutti per l’acqua e l’acqua per tutti i bambini”, finanziato dalla onlus Mediafriends. L'esperienza è stata fra le più interessanti a cui ho partecipato per il coinvolgimento delle persone e delle comunità beneficiarie.

Una partecipazione dovuta non solo al prevedibile entusiasmo e alla gioia per avere, finalmente, sistemi di acqua potabile di qualità e di irrigazione per le loro zone di produzione agricola, ma anche all'enorme orgoglio di aver partecipato alla costruzione di infrastruttura grandiose e di alta rilevanza per impatto sulla vita d tutta la comunità. Alla fine il progetto è riuscito a costruire 12 sistemi idrici: multipli (ossia di acqua potabile e irrigazione) in 8 comunità e singoli in altre 4 comunità, incrementando sensibilmente quanto previsto originariamente nel disegno del progetto. Le persone delle comunità erano orgogliose di aver portato a termine un lavoro tanto importante.

I sistemi di acqua potabile forniscono acqua direttamente alle case e agli edifici pubblici (come scuole, ambulatori sanitari, ecc.), mentre prima era necessario che le famiglie (usualmente le bambine) andassero a procurarsi l’acqua con secchi alle fonti d’acqua naturale vicine, che peró generalmente non sono fonti pulite e causano malattie gastro-intestinali.

I sistemi di irrigazione permetteranno inoltre di incrementare le capacità produttive di queste comunità agricole che potranno ottenere almeno un raccolto in più all'anno. Un raccolto che potranno utilizzare per incrementare la propria dieta, ma soprattutto per vendere e generare guadagni, migliorando cosí le proprie condizioni di vita.

Non solo: l’introduzione di sistemi di irrigazione per aspersione, invece che la tradizionale inondazione delle coltivazioni, permetterà inoltre non solo di utilizzare l’acqua con maggiore criterio ed efficienza, ma anche di incrementare la produttivitá delle coltivazioni. Si calcola che, grazie ai nuovi sistemi di irrigazione per aspersione introdotti dal progetto, la produzione annuale delle famiglie beneficiarie potrà incrementarsi di almeno il 400%. per queste famiglie, che al momento sono di sussistenza, basandosi solamente sulle precipitazioni atmosferiche dell’epoca delle piogge.

Un altro aspetto che sicuramente va considerato è la metodologia di lavoro applicata. Si è lavorato in collaborazione con le comunità, che hanno contribuito direttamente alla costruzione delle opere e sono state un attore fondamentale del risultato positivo del progetto, incrementando l'auto-stima personale e comunitaria.
Inoltre, si è lavorato per rendere i sistemi sostenibili nel lungo periodo introducendo elementi che ne permettano l'auto-gestione comunitaria. Si sono costituiti dei comitati di gestione che, adeguatamente formati tanto dal punto di vista amministrativo come tecnico, potranno nel futuro occuparsi direttamente della manutenzione dei sistemi e della gestione delle risorse finanziarie necessarie al mantenimento. Questa metodologia è stata apprezzata anche dal Ministero dell’Acqua boliviano, durante una visita di valutazione esterna realizzata al progetto. Questo fatto sicuramente ci ha incoraggiato molto nel proseguire nel nostro lavoro perché il Ministro è solitamente molto sensibile ed esigente rispetto agli aspetti sociali della gestione dell’acqua (ricordiamo che il Ministero dell’Acqua in Bolivia è sorto a seguito delle battaglie contro le privatizzazioni e a favore del diritto dell’accesso all’acqua di Cochabamba nel 2000 e di El Alto nel 2003).

Infine, ma altrettanto rilevante, è stata l’esperienza di lavoro congiunto fra maestri italiani e boliviani nella preparazione di materiale educativo sul tema ambientale. Prima la visita delle maestre italiane in Bolivia e poi la consegna dei kit didattici per alunni e maestri sono stati sicuramente momenti molto toccanti. Vedere come i maestri boliviani si entusiasmavano come bambini a identificare prima e ad applicare poi metodologie di insegnamento per loro nuove e fuori dai classici schemi di insegnamento “verticale” è stato molto bello. I maestri rurali in Bolivia generalmente non hanno nessun tipo di stimolo e di appoggio da parte dello Stato nel migliorare le pratiche di apprendimento, quando invece, in molti casi (soprattutto i giovani), ne avrebbero la voglia ma non i mezzi. La possibilità offerta dai manuali di educazione ambientale di uscire dai monotoni schemi di insegnamento ripetuti per anni ha sicuramente dato uno scossone all’insegnamento rutinario abituale, creando un maggiore entusiasmo tanto da parte degli insegnanti come dei bambini.

Insomma, per me, ma anche per tutto il personale del progetto, considero che sia stata una di quelle esperienze che si possono considerare un pieno successo.

di Carlo Krusich, Coordinatore ACRA Bolivia


Guarda il reportage: Storie di confine

 

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