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Non c'é niente da ridere!

00051 cover"Non n'é niente da ridere!" è la campagna promossa da ACRA per il diritto alla cittadinanza dei migranti di seconda generazione.

Nata grazie alla collaborazione con un gruppo di ragazze e ragazzi ecuadoriani, la campagna esprime, prendendo spunto dalle loro parole, le difficoltà quotidiane e le libertà negate di fronte alle quali "Non c'è niente da ridere!".

 

 


La campagna

Una campagna di comunicazione, ma anche una web radio, una pagina facebook e un blog... un progetto per provare a "raccontare l'Ecuador agli italiani e l'Italia agli ecuadoriani" attraverso la voce e le idee di giovani ragazzi ecuadoriani residenti in Italia tra Milano, Torino, Lodi e Genova.

Grazie alla collaborazione con gli educatori di ACRA, i ragazzi hanno realizzato due spot video e tre spot radio trasmesso su Lifegate, su Radio Popolare  su Radio 19. I ragazzi sono anche stati ospiti della trasmissione Jalla Jalla, su Radio Popolare.

Hanno inoltre realizzato una serie di cartelloni che sono stati affissi per le strade delle città di Milano, Genova e Torino.

La campagna è stata poi lanciata in occasione del Festival del Cinema Africano, d'Asia e America Latina (19-25 marzo 2012).


Acolta la puntata di Jalla Jalla


Ascolta lo spot "Sono nato"

Ascolta lo spot "Sono nata"


Ascolta lo spot "ma non posso"


00051 festival




00051 cartelloni


00051 Diana 00051 Adrian

I ragazzi di Ecquita

Maria, Elvis, Lisette, Adrian... sono i nomi di ragazzi cresciuti nelle nostre città, ma che non possono accedere ad alcuni diritti perché non gli viene ancora riconosciuta la cittadinanza. Costretti a girare la città con un permesso di soggiorno, come se fossero ospiti sgraditi, tenuti sulla soglia. Ragazzi come tutti gli altri, con gli stessi sogni, con le stesse difficoltà, con le stesse paure verso il futuro.

Ragazzi che parlano, vivono e pensano come cittadini del mondo, che alternano inflessioni dialettali italiane alla loro lingua originaria, che studiano nelle nostre scuole e università e che, nonostante tutto, non possono pensare al loro futuro come cittadini italiani.

Ragazzi che si sono messi insieme per raccontare e raccontarsi, mostrare la loro diversità che è la normalità di tutti i ragazzi. E hanno voluto racchiudere questo concetto in un nome Ecquita, per unire Ecuador e Italia nel segno dell'equità! Il primo lavoro del gruppo è sull'identità: cosa significa essere ecuadoriano, italiano, cittadino del mondo, quali ne sono i segni e i simboli.

"Vogliamo raccontare l'Ecuador agli italiani e l'Italia agli ecuadoriani perché crediamo che la conoscenza reciproca sia il primo fondamentale passo per una convivenza pacifica e positiva - i ragazzi hanno le idee chiare - Vogliamo anche far capire cosa significa essere quello che siamo noi, né italiani né ecuadoriani al 100% (ma chi lo è veramente?). Noi siamo qualcosa di nuovo che esce dagli schemi classici delle nazioni e delle appartenenze, siamo il punto di incontro tra due mondi e dal nostro particolare punto di vista vogliamo provare a raccontarli"

Il progetto

"Abbiamo deciso di sostenere questa attività" - racconta Giordano Golinelli, che per ACRA segue le attività del progetto in Italia - "per dare un'occasione di protagonismo ai giovani migranti, per superare gli stereotipi e i pregiudizi tra italiani, ecuadoriani... per creare un'occasione di un dialogo tra identità, culture e generazioni e per promuovere una nuova idea di cittadinanza mondiale".

Tutte le attività della campagna di comunicazione sono promossi da Fondazione ACRA e Associazione Coopecuador, in collaborazione con le associazioni FENA (Torino), USEI (Savona), Giovani senza frontiere (Genova) e Lazos Ecuatorianos (Lodi), con il sostegno della Fondazione Cariplo e della Fondazione Peppino Vismara, nell'ambito del progetto "Ecuador, rimesse per lo sviluppo".