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Il progetto è parte di un più vasto programma di sviluppo sostenibile, sia umano che sociale, che ACRA sta gestendo nel dipartimento del Mayo-Kani nell’estremo Nord del Camerun. L’intervento ha gli obiettivi di migliorare le condizioni di salute dei bambini orfani e malnutriti
con trattamenti alimentari essenziali per una corretta crescita (la carenza di ferro e vitamina A può provocare cecità, sordità e handicap motori e mentali) e di contribuire al miglioramento delle condizioni di vita di bambini con disabilità fisica, mentale e sensoriale attraverso fornitura di adeguate protesi e interventi di fisioterapiaIl progetto intende inoltre rafforzare il ruolo svolto sul territorio dalla Fondation Bethléem (creata nel 1997 da Padre Danilo Fenaroli del Pontificio Istituto per le Missioni Estere per promuovere uno sviluppo integrato e partecipativo con lo scopo di ridurre nel lungo termine la povertà, le discriminazioni, l’esclusione sociale e l’indifferenza verso le persone indigenti) di Mouda in modo che l'equipe locale acquisisca le competenze tecniche, gestionali e educative appropriate per svolgere un intervento continuativo nel settore.
Il contesto locale
Il Camerun occupa la 150esima posizione nell’indice di povertà (PNUD, 2008). Come nella maggior parte dei paesi africani, la povertà in Camerun è concentrata nelle zone rurali dove vive più dell'80% della popolazione povera del paese.
L’indice di povertà calcolato per ogni regione mostra come la povertà aumenti con l'allontanamento dalle regioni costiere per avvicinarsi al nord. E’ inferiore al 25% nei centri urbani del Sud Ovest ma superiore al 50% nelle zone rurali dell’Estremo Nord. La provincia dell'Estremo Nord è quella dove i poveri sono più numerosi in particolare nel dipartimento del Mayo Kani. In Camerun il tasso di mortalità infantile al di sotto dei 5 anni è del 14,8 %, la percentuale di popolazione rurale che ha accesso a impianti igienici adeguati è del 42%, le persone con disabilità fisica e psichica rappresentano circa il 2-5% della popolazione.
Essi non sono in genere inseriti nei settori chiave della vita sociale e comunitaria, soprattutto a causa di uno statuto sociale che limita il loro accesso ai mezzi di produzione; una sotto-informazione in rapporto alle problematiche dell’handicap e all’esercizio dei loro diritti; un'elevata credenza alla stregoneria rispetto alle persone con disabilità; un tasso di analfabetismo stimato intorno al 90%; una debole organizzazione di questa fascia sociale.
Sostegno nutrizionale ai bambini orfani e denutriti della Fondation Bethléem
Il centro d’accoglienza per bambini orfani e malnutriti della Fondation Bethléem è nato nel 2004 per accogliere i bambini orfani di madre e par dare un sostegno alimentare ai bambini malnutriti presenti nei villaggi dell’Arrondissement di Moutourwa (Cameroun).
Con gli anni poi questa necessità si è fatta più pressante, soprattutto a causa dei decessi materni dovuti all’AIDS e alle complicanze durante il parto, fino alla costruzione di una realtà che potesse ospitare in modo continuo i bambini e offrir loro le cure necessarie. Come sopra descritto il Centro accoglie gli orfani di madre o di entrambi i genitori, i casi di abbandono, i casi di malnutrizione e offre un sostegno economico alimentare alle famiglie che possono assistere i propri bambini.
Alle famiglie si chiede una quota partecipativa per le spese mediche (non obbligatoria e valutata secondo le possibilità della stessa) e delle visite periodiche al bambino in modo da tenere vivo il legame famigliare e facilitare la futura re-inserzione in famiglia. Il bambino continua ad essere seguito fino all’età di 6 anni con visite periodiche dello staff del Centro per monitorare il suo stato di salute e nel caso contribuire alle spese mediche, ma anche per sensibilizzare la famiglia a inviare il bambino alle scuole elementari.
Uno dei problemi che spesso i bambini orfani riscontrano nei villaggi è il non essere considerati come un membro vero e proprio del nucleo famigliare (oppure anche se considerati come tali la povertà obbliga a delle scelte che naturalmente cadono sui discendenti diretti) e quindi molto spesso sono impiegati per guardare il bestiame, lavorare nei campi e svolgere i lavori più duri, impedendogli così di seguire l’iter scolastico. In questi casi allora il Centro interviene coprendo le spese scolastiche. Al centro arrivano anche bambini malati i cui genitori non riescono a sostenere i costi per le cure mediche, in questo caso il Centro si assume i costi di un’eventuale ospedalizzazione e segue il bambino fino a completa guarigione.
Con il presente progetto si intende migliorare il Centro di accoglienza per bambini orfani e malnutriti in modo da offrire un trattamento appropriato ai singoli casi e rafforzare le capacità tecniche delle assistenti e delle infermiere approfondendo le loro conoscenze sulle principali malattie infantili e tropicali, sul riconoscimento e il trattamento terapeutico della malnutrizione e sulla prevenzione e cure antiretrovirali dell’AIDS/HIV destinati ai bambini sotto i 5 anni d’età. Allo stesso tempo si prevede di apportare alcune modifiche strutturali in modo da rendere il centro adatto alle nuove necessità.
Attualmente i cibi preparati sono cotti nel tipico focolare tradizionale composto da tre pietre e alimentato a legna e quindi si intende ristrutturare la cucina equipaggiandola di un forno a gas e di attrezzature più consone in modo da poter proporre una differenziazione dei pasti adeguandoli alle specifiche esigenze dei bambini soprattutto per i casi di malnutrizione. I preparati terapeutici che si intende somministrare ai malnutriti esigono infatti delle preparazioni particolari difficilmente raggiungibili con il metodo tradizionale di cottura. Ai preparati confezionati usati nei casi di malnutrizione acuta (latte F75 e F100) il Centro sta studiando delle formule alternative, utilizzando per quanto possibile prodotti reperibili localmente, sotto stretto controllo dei tecnici nutrizionisti degli ospedali dipartimentali con i quali il centro collabora, in modo da rendere la terapia accessibile anche alle famiglie poiché questi prodotti sono usati solo nei centri specializzati. Allo stesso scopo la Fondation Bethléem ha avviato coltivazioni di Moringa Oleifera e di Spirulina, alimenti locali molto ricchi in proteine e vitamine da utilizzare come integratori nella dieta dei bambini. Inoltre non usando la legna le norme igieniche sono facilmente rispettate il che contribuisce a somministrare cibi più controllati e sani ed evitare i casi di diarrea, che a volte può portare al decesso del bambino.
Si prevede inoltre la costruzione di una lavanderia con la disponibilità di acqua calda corrente e di una lavatrice per migliorare le condizioni igienico-sanitarie dei bambini ospiti. Parallelamente alle attività svolte all’interno del centro si attuerà nei villaggi limitrofi una campagna di sensibilizzazione e formazione sulla corretta alimentazione di donne incinte e bambini sotto i 5 anni di età, con lo scopo di ridurre i casi di malnutrizione, di malattia e di decessi. E in collaborazione con le Unità Sanitarie locali si propone una sessione di formazione sul riconoscimento precoce dei sintomi delle principali malattie infantili sia per gli operatori sanitari che per le gestanti. Tale formazione dovrebbe contribuire alla diminuzione del ritardo nella proposizione della terapia medica o se necessario al riferimento in una struttura adeguata e di conseguenza ridurre i decessi infantili.
In Camerun i decessi degli under 5 si dividono come segue: 25% per cause neonatali, 23% per malaria, 22% per polmonite, 17% per diarrea, 7% HIV/AIDS, 4% per morbillo e 2% per incidenti. Sempre in collaborazione con il personale sanitario dei 6 dispensari beneficiari del progetto si intende approfondire le conoscenze riguardo al virus dell’HIV e ai metodi preventivi soprattutto per ciò che concerne la prevenzione della trasmissione madre-figlio (PMCT). Uno degli obiettivi di tali sessioni di sensibilizzazione e formazione è migliorare le conoscenze dello staff sanitario governativo operante nei villaggi e quindi a stretto contatto con la popolazione rurale, in modo da incoraggiare le donne a chiedere una prestazione sanitaria e allo staff dei dispensari a offrire un servizio un po’ più di qualità.
Coinvolgendo la popolazione locale si intende dare all’azione proposta un maggior impatto e questo dovrebbe portare nel tempo ad una presa di coscienza dei problemi legati all’infanzia e al loro trattamento.
Un laboratorio per la costruzione di protesi motorie e per attività di riabilitazione di bambini disabili
In Camerun le persone con handicap fisico e psichico rappresentano circa il 5% della popolazione. Tale percentuale aumenta nelle regioni del Nord e dell’Estremo Nord. La Provincia dell’Estremo Nord del Camerun è, infatti, spesso minacciata da malattie come la rosolia, la meningite, la malaria, la tubercolosi, tali malattie diventano spesso cause di handicap fisici (paralisi cerebrali infantili, zoppie in seguito a iniezioni di chinino, etc.) e psichici. A queste si aggiungono svariati problemi di igiene e salute (infezioni che spesso portano ad amputazioni), nonché numerose malformazioni e danni recati dai parti fatti in casa e non assistiti da personale qualificato.
In un contesto come quello delle zone rurali dell’Estremo Nord del Camerun dove la capacità di autonomia dell’individuo nella vita quotidiana ha una forte importanza, i disabili vivono ancora una situazione di emarginazione, soprattutto i bambini la cui autonomia é notevolmente ridotta. Considerato l’elevato numero di bambini disabili presenti sul territorio e la gravità delle patologie, il solo intervento fisioterapico non è sufficiente.
Per migliorare la qualità della vita e l’autonomia della persona disabile, mantenere i risultati perseguiti con la riabilitazione e prevenire complicanze secondarie alle patologie, occorre quindi fornire ausili, ortesi e protesi adatte e personali. Per questa ragione si riscontra la necessità di realizzare un laboratorio equipaggiato e specializzato per la costruzione di ausili tecnici semplici e leggeri, ma nello stesso tempo solidi ed efficaci, per il supporto alle attività di riabilitazione motoria per i bambini disabili.
Con il presente progetto si intende quindi proporre la strutturazione del laboratorio ortopedico, di interventi di formazione e specializzazione del personale locale (fisioterapisti e tecnici di laboratorio) sulla produzione di tali ausili tecnici. Si mira soprattutto a creare una forte collaborazione e interazione tra l’equipe fisioterapica e l’equipe dei tecnici per assicurare una migliore funzionalità del materiale prodotto. Considerato inoltre il fatto che i bambini necessitano di modificare diverse volte nel corso degli anni le protesi e gli ausili realizzati poiché non hanno terminato il loro percorso di crescita fisica: attrezzando e specializzando il laboratorio si renderebbero meno difficoltosi i trasporti, più economiche le riparazioni e migliore il monitoraggio della funzionalità dell’ausilio tecnico in base anche ai risultati del trattamento fisioterapico.
L’azione proposta, completa e prolunga delle attività già in corso e supporta il perfezionamento di un laboratorio del partner che già attualmente, seppur con tecniche elementari, realizza simili ausili.
La sostenibilità dell’azione è garantita dal fatto che la creazione del laboratorio per ausili tecnici si innesta in un contesto già strutturato e funzionante di laboratori. Il laboratorio entrerà quindi nella gestione dei laboratori della Fondation Bethléem e, essendo il centro di riabilitazione della Fondation, punto di riferimento per tutto l’Estremo Nord e anche oltre per gli interventi di riabilitazione, l’intervento viene a migliorare e specializzare un’attività già esistente in termini molto ridotti.
Una volta specializzato il personale locale sulla produzione di ausili tecnici, essi potranno essere prodotti non solo per i disabili della zona in cui la Fondation Bethléem interviene attualmente ma potranno essere realizzati anche per altre associazioni che lavorano in altre zone del Paese su interventi di riabilitazione, senza avere nel loro interno o nei pressi, dei centri specializzati per la produzione di portesi.
Fattori che favoriscono la sostenibilità e durabilità del progetto
Le condizioni favorevoli alla buona riuscita del progetto sono garantite dalla motivazione, dalla solidità del partner locale, la Fondation Bethléem, e dall’esperienza del personale locale che in esso opera.
La conoscenza della realtà locale acquisita da ACRA e dalla Fondation Bethléem insieme ai risultati già ottenuti nel corso di questi anni di lavoro, rappresentano altri fattori favorevoli alla durata del progetto nel tempo. Si noti soprattutto, per quanto riguarda l’interesse della popolazione locale al problema della disabilità, la partecipazione attiva e numerosa intorno alle attività della Fondation e alla riduzione dell’emarginazione del soggetto disabile, nel territorio circostante la Fondation stessa. La collaborazione con altri enti e strutture locali già attive nel loro settore (quali ad esempio la FAPEN e il SILH) costituiscono un’ulteriore garanzia per la buona riuscita del progetto.
A livello internazionale, la sensibilità rispetto al settore della disabilità è notevolmente aumentata negli ultimi anni e anche a livello nazionale, seppure con passi lenti, inizia a manifestarsi un maggiore interesse ed una maggiore attenzione nei confronti di tale problematica. Ciò rappresenta una garanzia nel medio e lungo termine per la corretta ed efficace realizzazione dell’intervento. Effetto ultimo e duraturo dell'intervento proposto sarà un innalzamento del grado di coesione sociale e del sentimento di appartenenza ad un gruppo organizzato e al territorio, nel rispetto e nella valorizzazione delle risorse culturali che lo caratterizzano.


