Cochabamba, 18 apr. 2010 - È stato presentato oggi alla III Feria Internacional del Agua il documento di posizionamento Agua para Bolivia, una lluvia de ideas (Acqua per la Bolivia, una raccolta di idee). Di fronte a una platea internazionale, durante l’ultimo degli eventi previsti nel programma della Feria, il Coordinamento delle ONG Italiane in Bolivia (COIBO)
ha lanciato il frutto condiviso delle sue riflessioni degli ultimi mesi sul tema.Il documento raccoglie i principi e le modalità di intervento che le ONG italiane in Bolivia si impegnano a seguire quando operano con il bene comune ACQUA.
Sono 6 i principi ispirati al valore secondo cui l’acqua è un bene pubblico e un diritto umano, e che costituiscono ora e nel futuro un riferimento per le ONG firmatarie:
1. L’acqua è un bene comune di tutti gli esseri viventi.
2. L’accesso all’acqua, in quantità e di qualità adeguate, è un diritto umano universale inalienabile, individuale e collettivo.
3. L’acqua deve contribuire a rafforzare la solidarietà tra popoli, comunità, paesi, uomini e donne e generazioni.
4. La proprietà, il governo e la gestione dell’acqua devono essere pubblici. L’acqua non è una merce, pertanto non può essere privatizzata. Non si riconoscono i partenariati pubblico-privato perché prevedono il fine di lucro e vengono quindi considerati una forma di privatizzazione dell’acqua. Vengono invece promossi i partenariati pubblico-pubblico, pubblico-comunitario, comunitario-comunitario. Sono considerate pubbliche anche le esperienze e le forme di organizzazione comunitaria.
5. La gestione dell’acqua deve coinvolgere i cittadini e le comunità in forma equa, partecipata, democratica e trasparente. I cittadini, secondo i loro usi, costumi e possibilità e le autorità nazionali e locali devono garantire la sostenibilità economica del servizio idrico.
6. L’acqua è disponibile in quantità limitata a livello locale e globale, pertanto deve essere gestita in modo sostenibile, al fine di non mettere a rischio le future generazioni.
Abbinati a questi principi sono stati definiti anche dei criteri metodologici, che vogliono costituire un’indicazione operativa per le azioni messe in atto:
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Rafforzare i processi democratici e partecipativi per la gestione dell’acqua
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Riconoscere le differenze culturali e promuovere il dialogo, l’incontro e la partecipazione fra tutti gli attori nella gestione dei conflitti per l’acqua
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Garantire la sostenibilità ambientale, promuovere il risparmio idrico e l’uso razionale dell’acqua in tutti gli interventi
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Facilitare l’incontro, il dialogo e la cooperazione tra comunità e autorità centrali e locali in un approccio di co-responsabilità nell’elaborazione di politiche pubbliche
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Indirizzare gli interventi a una gestione del servizio di distribuzione idrica tecnicamente efficiente ed economicamente sostenibile
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Identificare, riconoscere e appoggiare gli usi e i costumi locali, così come i saperi tradizionali
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Riconoscere il bacino idrografico come unità di riferimento e promuovere politiche di gestione integrata dell’acqua a livello di bacino
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Promuovere il riconoscimento del diritto all’acqua presso le autorità locali, nazionali e internazionali.
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Promuovere scambi e partenariati tra aziende pubbliche e sistemi comunitari per il servizio idrico (partenariati pubblico-pubblico, pubblico-comunitario, comunitario-comunitario)
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Promuovere una corretta gestione dell’acqua per fini produttivi e di sicurezza alimentare. Le ONG si impegnano a non realizzare attività che comportino rischi ambientali ai bacini
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Utilizzare metodologie partecipative per identificare le necessità relative all’acqua delle comunità.
Il documento, oltre a elencare e approfondire questi principi, include una prima raccolta di buone pratiche ed è firmato dalle seguenti ONG appartenenti a COIBO:
ACRA, ASPEm, CELIM Bergamo, CeVI, COOPI, COSV, CVCS, GVC, ProgettoMondo MLAL, Ricerca e Cooperazione, UCODEP
Leggi il documento di posizionamento COIBO in spagnolo
Leggi il documento di posizionamento COIBO in italiano
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