Nel luglio 2009, davanti a una platea di giornalisti, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ha promesso che l’Italia avrebbe versato, di lì a un mese, la quota per il 2009 al Global Fund, il Fondo Globale contro
Aids, tubercolosi e malaria voluto in occasione del G8 di Genova, nel 2002. L’impegno era di 130 milioni di dollari, più 30 milioni di dollari per andare incontro alle richieste del direttore esecutivo del Fondo, Michel Kazatchkine, che lamentava un rosso di bilancio.
Ad oggi, l’Italia è l’unico Paese donatore del Fondo Globale che non ha ancora versato la quota 2009, e nel 2010 scade il termine che i Paesi del G8 avevano fissato per realizzare l’accesso universale alle cure, alla prevenzione e al trattamento per l’Hiv/Aids. A segnalarlo con forza è l'Osservatorio Italiano sull'Azione Globale contro l'Aids - il network di 21 organizzazioni non governative, tra le quali ACRA - che, in un video diffuso alla stampa prima ddell'appuntamento canadese dei G8, riporta la conferenza stampa di Berlusconi all'Aquila e conclude con la data del giugno 2010, i soldi mancati e la frase "Ma l'Aids non aspetta!".
Il Fondo Globale con oltre 600 programmi in 144 Paesi è il principale meccanismo di finanziamento della lotta contro le tre principali pandemie mondiali ed opera attraverso le Organizzazioni non governative che lo compongono.
Finora sono state salvate 4,5 milioni di vite umane rendendo possibile l’accesso alle cure per l’Aids a 2,3 milioni di persone. Sono stati altresì assistiti 3,7 milioni di bambini resi orfani dall’Aids e 445mila donne incinte sieropositive sono state sottoposte al trattamento di prevenzione della trasmissione madre-figlio del virus Hiv.
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