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Water Week: ACRA raccoglie la sfida per sostenere il diritto all'acqua


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LogoWorldWaterWeek2010Dal 1991, a Stoccolma, una volta all'anno, per una settimana si parla di "Acqua".
L'edizione 2010 della World Water Week, organizzata dallo Stockholm International Water Institute, è stata programmata tra il 5 e l'11 settembre e ha affrontato un tema tanto attuale quanto problematico: “la qualità dell'acqua”.  Presso il Centro congressi Stockholm International Fairs esperti, tecnici, politici, opinionisti, portatori d’interesse e leader da tutto il mondo si sono incontrati per scambiare idee, confrontare le diverse esperienze, lanciare iniziative e discutere strategie.

Partendo dall'identificazione di questioni come la crescita demografica ed economica, l'acqua diventa sempre più un bene prezioso e allo stesso tempo critico, oggetto di utilizzi, contese, trattamenti, ecc. L'urbanizzazione, l'agricoltura intensiva, l'industria e il cambiamento climatico fanno crescere la pressione non solo sulla quantità delle risorse idriche, ma anche sulla loro qualità: prima ancora di riuscire a far fronte alla questione del diritto universale di accesso all'acqua, diventa sempre più urgente considerare il problema della qualità dell'acqua. Scienza, politica, società civile e mondo degli affari hanno crecato in questo contesto un momento di confronto per trovare soluzioni concrete ai problemi connessi a questa sempre più complessa crisi idrica mondiale.

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In ACRA ci piace cogliere sia le sfide che le opportunità. Ecco perché abbiamo partecipato alla World Water Week 2010.

In un contesto di urgenza, dove in Italia e nel mondo il diritto all'acqua è minacciato da una progressiva mercificazione, non potevamo non raccogliere la sfida di portare il principio dell'acqua come diritto umano e come bene comune in un forum non ancora apertamente schierato per questi valori e in cui manca un dibattito sull'attualissimo argomento della gestione pubblica, privata o mista delle risorse idriche. Pensiamo che questi principi siano troppo importanti per rinunciare alla possibilità di contaminare un network di così grande portata.

E non potevamo nemmeno perdere l'opportunità di apprendere e contribuire ad accrescere l'esperienza di tanti che la pensano come noi e che a Stoccolma abbiamo avuto la possibilità di incontrare. Associazioni, ONG e agenzie internazionali che fanno dell'acqua come diritto al loro bandiera. Sono tantissimi gli spunti che abbiamo ricevuto. Alcuni rafforzano il modo in cui operiamo, perché confermano la validità di questi approcci, altri indicano come possiamo migliorare alcuni interventi. E molti sono invece gli spunti che abbiamo dato ad altri, che hanno trovato le nostre esperienze interessanti, rilevanti e replicabili altrove.

Condividiamo i principi del Manifesto per il Contratto Mondiale sull'Acqua; ci è sembrato importante ribadirli con le parole e con i fatti a Stoccolma come abbiamo fatto in ogni altro contesto rilevante. In particolare crediamo fermamente che l'acqua sia un diritto umano e un bene comune (e in questo contesto va sottolineata l'importanza del recente riconoscimento da parte dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite del diritto umano all'acqua potabile e ai servizi igienici, 28 luglio 2010, una significativa nuova tappa nel percorso per questo riconoscimento) e mentre il percorso politico procede secondo i propri canali, è quanto mai opportuno che i canali della cooperazione (le ONG, la società civile, i finanziatori, le amministrazioni) comincino ad attuare questo diritto nella pratica, o - se già ne sono coinvolti - a farne un bilancio.

Pensiamo infatti che siano proprio i principi dei diritti umani che possono venirci in aiuto per inquadrare l'argomento acqua e definire interventi appropriati, coerenti, sostenibili e replicabili.

Per questo a Stoccolma ACRA è stata fra gli organizzatori del seminario The Added Value of the Right to Water and the Human Rights-Based Approach to Improving Water Quality (il valore aggiunto per la qualità dell'acqua del diritto all'acqua e dell'approccio basato sui diritti umani, ndr).

In questo seminario, Natalia Uribe di UNESCO Etxea (Centro UNESCO Paesi Baschi) ha contribuito a chiarire che cosa significa diritto all'acqua e ai servizi igienici e che cosa sia l'approccio basato sui diritti umani.

Il diritto umano all'acqua e ai servizi igienici significa che ogni persona ha il diritto di avere per uso personale e domestico acqua sufficiente, salubre e sicura, culturalmente accettabile, e fisicamente ed economicamente accessibile. Più specificamente, l'acqua deve essere sufficiente per la vita, e quindi per bere, preparazione del cibo, igiene personale e della casa, lavaggio dei vestiti, etc. Questi usi hanno priorità su altri usi come per esempio quello agricolo, industriale e turistico.

L'acqua deve essere disponibile in modo continuo e in quantità sufficiente (almeno 50 litri a persona al giorno secondo l'organizzazione Mondiale della Sanità); deve essere salubre; di colore, odore e gusto accettabili; i servizi igienici devono assicurare l'impossibilità per persone e animali (compresi insetti) di venire in contatto con gli escrementi; devono rispettare la cultura del luogo (per esempio per quanto riguarda l'esposizione agli sguardi altrui, la separazione tra siti per uomini e per donne).



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L'acqua e i servizi igienici devono essere facilmente raggiungibili da abitazioni, istituti scolastici e luoghi di lavoro e non devono presentare pericoli per alcun segmento della popolazione (bambini, donne, uomini, minoranze, etc.). Infine, questi servizi devono essere economicamente accessibili, che non significa necessariamente che devono essere gratuiti, ma che nessuno può esserne escluso per motivi economici (si paga quello che si può: secondo il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite-UNDP questo significa che il costo non deve superare il 3% delle entrate famigliari).

L'approccio basato sui diritti umani integra i principi elencati per il diritto umano all'acqua e ai servizi igienici. In sintesi infatti, questo approccio comporta l'identificazione degli aventi diritto (rights holders)  e di ciò che spetta loro di diritto, da un lato, e di coloro che hanno doveri (duty bearers) e dei loro obblighi, dall'altro. Questo approccio opera quindi per rafforzare le capacità di tutti: degli aventi diritto di reclamare e esercitare i loro diritti, e delle corrispettive autorità competenti di esercitare i loro doveri per soddisfare i diritti violati. Nelle parole di Natalia Uribe: "l'approccio dei diritti umani analizza le disuguaglianze alla base dei problemi di sviluppo e ri-orienta le pratiche discriminatorie e l'iniqua distribuzione di poteri che impediscono lo sviluppo".

I principi dell'approccio per diritti umani sono la non-discriminazione, l'accesso all'informazione e alla partecipazione, la sostenibilità: questi sono criteri trasversali che non possono essere violati in alcun caso, nemmeno in nome dell'efficienza. Nel caso dell'acqua questi principi si traducono nell'accessibilità di tutti, senza eccezioni, ai servizi idrici e igienici, con particolare attenzione ai poveri, alle donne, ai bambine e agli adolescenti (femmine e maschi), alle minoranze, agli indigeni e ad altri gruppi spesso non considerati. Significa anche che tutti hanno il diritto di chiedere, ricevere e impartire informazioni su argomenti legati all'acqua e all'igiene, nel modo più appropriato al contesto. Il che comporta trasparenza e accesso alle informazioni, nonché il diritto di partecipare alle decisioni sui servizi idrici e igienici, soprattutto per le donne e gli altri gruppi solitamente esclusi dai processi. Infine, va rispettata la sostenibilità economica, ambientale e sociale, affinché altre generazioni e altri "utenti" possano beneficiare del diritto all'acqua.

Va da sé che il principio del diritto umano da solo non può risolvere tutti i problemi legati all'acqua e ai servizi igienici, ma inquadrato in questo modo, il principio del diritto umano dà indicazioni concrete per come articolare programmi di sviluppo e autosviluppo (quali elementi non vanno trascurati, per esempio), o per risolvere i conflitti fra diverse richieste di uso dell'acqua, portando quindi a risultati migliori e più sostenibili.

In questo quadro ACRA ha portato alla World Water Week la propria esperienza in America Latina con i comitati di acqua autogestiti dell'Ecuador (comités de agua auto-gestionados o comités de usuarios) e con la nuova Costituzione e la legge dell'acqua ecuadoriane.

Il primo caso-studio ha illustrato un esempio reale e concreto di partecipazione attiva delle comunità nella gestione delle risorse idriche, un modello che ha sollevato molto interesse e che potrà essere trasferito altrove. Il secondo caso-studio ha dimostrato come da una nuova lungimirante Costituzione - come quella ecuadoriana che riconosce che l'acqua è un diritto umano e un patrimonio nazionale, che può solo avere una gestione pubblica o comunitaria, e che la partecipazione della cittadinanza è un principio chiave - possa anche nascere una legge applicativa non alla stessa altezza (la legge sull'acqua ferma in Parlamento è debole su alcuni aspetti, soprattutto quelli legati alla partecipazione e al ruolo dei privati). La garanzia del rispetto del diritto umano all'acqua e ai servizi igienici non è dunque solo una questione di principi dichiarati, ma di governance e soprattutto di potere di partecipazione da parte delle comunità.

Su questa base continueremo a ribadire in ogni contesto l'importanza del diritto umano all'acqua e ai servizi igienici, in Italia, negli altri Paesi in cui interveniamo e nei forum internazionali. E continueremo a seguire il dibattito su questo diritto e ad approfondire la nostra conoscenza di come il diritto possa applicarsi nel lavoro di terreno con le comunità.

di Serena Arduino - desk Risorse naturali
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Eventi ACRA alla World Water Week 2010

7 settembre 2010 -
Side event

Latin America Focus: Successful Practices in Water Resource Management in Latin America: Delivering Multiple Benefits

Co-organizzato da:

The Nature Conservancy (TNC) e ACRA, con il contributo di ACRA Ecuador, Foro de los Recursos Hídricos Ecuador, Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull'Acqua (CICMA), FEMSA Foundation, Water Center for Latin America and the Caribbean (CAALCA).
attach35x35Scarica il comunicato stampa attach35x35 Download the press statement attach35x35 Télécharge le communiqué de presse



9 settembre 2010 - Seminar

The Human Right to Water and Water Quality: A Case Based Approach


Co-organizzato da:

UNESCO Etxea-UNESCO Centre Basque Country, Both ENDS, Swedish Water House (SWH), UNDP e ACRA
attach35x35Scarica l'invito attach35x35Download the invitation attach35x35Descarga la invitacion attach35x35Download the flyer

 

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