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Apre i battenti l'ospedale del Buon Samaritano di Biobé in Ciad

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Lunedì 23 giugno è passato dalla sede milanese di ACRA il Dottor Giacinto Andreoni, chirurgo in pensione che da più di vent’anni opera nel continente africano. Il Dottor Andreoni e sua moglie, la Dottoressa Alma Sommariva, hanno scelto di condividere il sogno della creazione di un nuovo ospedale a Biobé che è stato realizzato con il fondamentale contributo della Presidenza della Repubblica del Ciad e grazie ai contributi dell’associazione Amici di Goundi, della Fondazione ACRA, della Fondazione Monzino e dell’Agenzia francese per lo sviluppo.

Biobé è un piccolo villaggio di circa mille persone nel distretto sanitario di Kyabé Nord a 850 km da N’Djamena, la capitale del Ciad. Durante la stagione delle piogge, che dura circa quattro mesi l’anno, il fiume Salamat e il lago Iro allagano le piste che collegano il villaggio alla città più vicina, Kyabé. Per arrivare a Biobé ovviamente non esistono i mezzi pubblici; gli unici modi per raggiungerlo, oltre ad andare a piedi, sono il carretto, il cavallo e la moto. L’ospedale di Biobé è stato costruito con tre anni di lavoro da un’impresa ciadiana e nell’aprile di quest’anno è stato inaugurato alla presenza del Prefetto del Distretto di Lac Iro. La struttura ha 36 posti letto e, insieme ai cinque centri di salute in costruzione e a quello già esistente, costituirà un punto di riferimento sempre più importante per la zona; inoltre, in un prossimo futuro, rientrerà negli ospedali a gestione privata approvati dal governo ciadiano. Il bacino d’utenza di questo nuovo ospedale comprende circa 83.000 abitanti, censiti dal personale dell’ospedale, su un’area di cinquanta chilometri quadrati.

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 L'ospedale del Buon Samaritano a Biobè

Il Dottor Andreoni e sua moglie sono arrivati a febbraio a N’djamena dove hanno formato giovani medici dell’Università locale con tirocini pratici e si sono poi trasferiti nella zona di Biobé per seguire gli ultimi lavori in vista dell’apertura dell’ospedale. Lì, oltre a svolgere il loro lavoro di medici, formano quotidianamente tre studenti di medicina all’ultimo anno, questo per garantire una continuità e una sostenibilità futura della struttura. Il personale dell’ospedale vede ora operative una trentina di persone di cui, oltre ai 3 studenti di medicina all’ultimo anno, 2 infermieri diplomati, studenti infermieri all’ultimo anno e, infine, ausiliari infermieri che hanno seguito il corso di abilitazione nelle scuole di Goundi e N’Djamena e il cui sogno è arrivare a essere infermieri. Le prime pazienti dell’ospedale sono state una madre e sua figlia che è nata il 22 marzo 2014 con un’operazione di taglio cesareo. Il chirurgo infatti ha deciso di intervenire di fronte all’urgenza prima dell’inaugurazione della struttura ed è nata una bella bambina di quattro chili che ha così aperto ufficialmente i battenti dell’ospedale. Un nuovo importante passo per il diritto alla salute.

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Madre e figlia dopo il parto cesareo, prime pazienti dell'ospedale

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Momenti di formazione e condivisione con il personale dell'ospedale

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Angelo Locatelli, presidente della Fondazione ACRA e il dottor Giacinto Andreoni

 


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