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"Bisogna strofinare il cervello su quello di qualcun’altro" (diceva un pedagogista contemporaneo): così inizia un articolo di Jean Baptiste Walouda, consigliere pedagogico di Foi et Joie, l'associazione ciadiana, nata nel 2008,
che con ACRA lavora al progetto Educazione e Agricoltura nel Guéra, occupandosi della formazione degli insegnanti. A seguito dal momento di formazione tenutosi a ottobre 2010, i direttori delle scuole coinvolte nel progetto hanno espresso il principio per cui l'incontro, il confronto, scambiarsi idee faccia a faccia, sia un processo prioritario e fondamentale per crescere, per arricchirsi professionalmente ma non solo.
Malachite Dorah (Direttore della Scuola di Bardangal), in un articolo scritto per ACRA, si esprime così:
"L’incontro dei direttori si definisce come un ritrovarsi di tutti i responsabili delle 17 scuole per scambiarsi delle idee su dei temi differenti al fine di portare un cambiamento nel sistema educativo.
L’incontro educa e forma i direttori delle scuole sui compiti che sono stati loro affidati, mentre un secondo obiettivo è il
rispetto degli altri e del bene comune.
I direttori nelle 17 scuole mirano a un cambiamento di qualità, di performance e di competitività per facilitare i compiti di ciascuno di loro, al fine di produrre un risultato giusto, chiaro e netto.I risultati di questo nostro processo di formazione li potremmo verificare nel 2015, quando i nostri alunni passeranno al corso preparatorio al collegio (CE1).
Fortunatamente l’equipe di sensibilizzazione dell'associazione è riuscita ad ancorare la scuola al villaggio e attraverso un lungo lavoro di formazione con i genitori sono riusciti a far loro capire l’importanza della scuola [...]".
Malachite Dorah
Ancora Jean Baptiste Walouda torna sull'argomento, sostenendo la fondamentale importanza, per gli insegnanti e i responsabili delle scuole rurali ciadiane, di confrontari anche con realtà educative esterne. Ricordano l'incontro, avvenuto a Mongo a fine giugno del 2010, tra l'equipe pedagogica di Foi e Joie e due maestre italiane, racconta che:
"Lo scopo era di avere uno scambio d’esperienze pedagogiche in rapporto al progetto di gemellaggio delle scuole italiane e quelle della Regione del Guéra. Questo scambio riguardava i metodi e gli approcci pedagogici utilizzati in ognuno di questi due paesi: in entrambi i casi metodi attivi ma orientati, in Italia, sull’approccio per competenze, che mette il bambino al centro del suo apprendimento, basato sulla pratica precedente alla teoria e, in seguito all’illustrazione di quanto appreso tramite disegni prodotti dai bambini, in base a quanto ciascun bambino ha scoperto
attraverso la manipolazione, l’osservazione o il lavoro pratico.
In geometria, attraverso giochi diversi, sono messe a disposizione degli alunni tutte le forme possibili e in differenti colori, così ogni bambino deve identificare una forma geometrica alla quale darà un nome.
Il maestro può intervenire in certi casi per facilitare questo processo. In Ciad, al contrario, sono gli insegnanti che lavorano più dei bambini.Per ciò che concerne il rapporto allievi/maestro, c’è un grande scarto tra le classi italiane e quelle ciadiane. In Italia, gli effettivi per classe variano da 20 a 25 alunni, mentre qui le classi sono molto più numerose.
Questo scambio ha permesso agli uni e agli altri di conoscersi e comprendere come funzionano le scuole dei due paesi. E’ così che in rapporto al progetto di gemellaggio si è scelto un tema comune su cui lavorare: l’acqua".
Jean Baptiste Walouda
Proprio sul tema dell'acqua e sulla sua scarsità a Tchélati scrive Adef Outron Awada, responsabile del Dipartimento di sensibilizzazione di Foi et Joie.


