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Un evento di rottura con poca retorica: SEWF 2015 nella città dell'Expo

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LA CITTÀ DELL’EXPO È STATA SCELTA COME SEDE DELL'OTTAVA EDIZIONE DEL SOCIAL ENTERPRISE WORLD FORUM, ORGANIZZATO DA FONDAZIONE ACRA.


"Con ACRA abbiamo stabilito che il Social Enterprise World Forum 2015 sarà un evento di rottura, che non lascerà spazio alla retorica". Gerry Higgins, amministratore delegato di Ceis, la più importante agenzia di supporto all’impresa sociale in Scozia e fondatore del Social Enterprise World Forum (SEWF), ha il tono deciso quando parla di come sarà l’evento 2015.

Organizzato da Fondazione ACRA, in concomitanza ad Expo 2015, il Forum sarà un'occasione per dar voce alle esperienze dell’economia sociale e della finanza di impatto internazionale, riunendo a Milano dal 1 al 3 luglio 2015 oltre mille delegati da almeno trenta paesi diversi, tra istituzioni, policy-makers, imprenditori, investitori e accademici.

Nato nel 2008 in Scozia, il SEWF si è tenuto ogni anno in un continente diverso e ha visto crescere il numero di partecipanti dai 400 della prima edizione a Edimburgo, ai 1.100 dell’evento 2014 a Seoul in Corea del Sud, lo scorso ottobre. Con l’edizione 2015, il Forum torna per la prima volta in Europa, con una tre giorni completa di 10 plenarie e 35 workshop, tra cui anche diversi incontri con ministri del Lavoro, delle Politiche Sociali, della Cooperazione Internazionale e dello Sviluppo Economico.

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Saranno cinque i temi principali, su cui si svilupperà la struttura del Forum 2015, dal titolo Growing a new economy (letteralmente “crescere una nuova economia”): l’ecosistema, l’Impact Investing, la lotta alla povertà, le imprese sociali nelle filiere agricole e un focus sul design e la comunicazione. Inoltre un tema trasversale di assoluto rilievo sarà il coinvolgimento delle nuove generazioni.

L’ obiettivo dell’evento, secondo Higgins, sarà proprio quello di fare il punto sullo stato dell’arte del settore e capire quali azioni possono essere intraprese per promuovere l’impresa sociale a livello globale. «Ci focalizzeremo tanto sui successi quanto sui fallimenti per capire cosa sta funzionando e cosa pensano davvero i fruitori dei nostri servizi», afferma Higgins. Al centro della discussione, le esperienze e il vissuto dei singoli imprenditori, con un’attenzione particolare alle iniziative avviate per garantire soluzioni alla lotta alla povertà e alla sicurezza alimentare.

Il Forum sarà poi anche un’occasione di confronto non solo tra professionisti del settore, ma anche tra ecosistemi diversi. Durante la tre giorni milanese verranno infatti condivise le soluzioni virtuose adottate dai diversi paesi e discussi gli aspetti più critici, su cui è ancora necessario lavorare. Tra gli obiettivi del SEWF 2015, quello di aiutare il settore a raggiungere un pubblico sempre più ampio, per questo a Milano verranno affrontate, tramite casi studio e workshop interattivi, tutte le modalità per ottimizzare il design e la comunicazione del settore.

«La sfida più ambiziosa del SEWF», dichiara Elena Casolari, Ceo di Fondazione ACRA, «sarà relativa all’impact investing: la crescita degli attori dedicati registrata negli ultimi anni a livello mondiale e l’attenzione anche mediatica recente hanno fatto emergere le scollature e divergenze del sistema e sopratutto il disallineamento fra le aspettative degli imprenditori sociali e gli impact investors. Limitarsi a strutturare operazioni finanziarie non è un percorso sostenibile, il patrimonio anche intangibile di cui le imprese sociali sono depositarie richiede un approccio più olistico. Il capitale finanziario è a servizio degli imprenditori sociali e della ricerca di modelli di impresa socialmente sostenibili».

00822 SEWF2015 BigliettoL’apertura dei lavori è prevista per il 1 luglio presso l’auditorium di Expo, mentre i due giorni successivi, il forum sarà ospitato presso l’Università Iulm, dove saranno resi disponibili anche uno spazio espositivo per le imprese sociali, uno speakers’ corner per imprenditori e diverse occasioni di networking. Partnership strategici dell’iniziativa sono Fondazione Cariplo e la Iulm.


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