Il bilancio sociale 2010, in stampa in questi giorni, è focalizzato in particolare sulla condizione femminile nel mondo e sul ruolo delle donne nei progetti ACRA. In un periodo complesso e privo di memoria
in cui, almeno in Occidente, si sta tornando a guardare all'universo femminile spesso con la in-sensibilità dei 'bunga bunga', crediamo sia importante e doveroso provare a raccontare storie diverse, offrire altri punti di vista, altre prospettive. Per questo motivo il bilancio sociale apre con alcuni frammenti delle numerose storie ascoltate da donne che hanno lavorato con ACRA nel 2010.
Storie di coraggio e forza, storie di donne resilienti, capaci di attivare processi di promozione personale e sociale.
Donne convinte della necessità del cambiamento, dell’importanza del loro ruolo nel processo di sviluppo umano, impegnate in prima linea nelle loro comunità rurali, nei loro territori.
A loro e a alle altre donne che, a tutte le latitudini del pianeta, si impegnano, giorno dopo giorno, con tenacia è dedicato il nostro bilancio sociale 2010. A loro si debbono unire tutti quelli che lavorano per la difesa dei diritti umani, perché in esse risiedono le speranze di un futuro più equo, più giusto. Per questo siamo profondamente convinti che vadano sostenute con forza e convinzione.
Per una realtà come Acra che opera nelle aree rurali più marginali del pianeta, a contatto con le povertà estreme, che si misura con la complessità della sopravvivenza quotidiana, con la difficoltà di garantire i beni primari come acqua e cibo, lavorare a fianco delle donne è molto più che una scelta, è un dovere che ci siamo assunti e che vogliamo implementare sempre più.
Attraverso i loro volti e le loro parole abbiamo voluto raccontare il nostro intervento e illustrare con un’attenzione particolare al genere il percorso nei paesi in cui operiamo.
Declinare le nostre azioni al femminile significa per noi accendere un faro sulla realtà delle donne che sono un importante motore di sviluppo umano.


