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La sera delle spille da balia... di Alessandro Accalai

centomilapassi"È un momento magico per ogni runner. È un frammento di vita nel quale il tempo si ferma per alcuni istanti. È quell'indefinita frazione di sensazioni che io chiamo 'l'ora delle spille balia'. E che per me di solito coincide con la notte prima di una gara.

Un puzzle composto da impercettibili flash back. Corro da tredici anni. In ognuna delle mie tante 'sere delle spille balia' ho rivissuto i percorsi che mi avevano portato lì quel giorno, a poche ore da una nuova sfida. Allenamenti, levatacce, rinunce, fatiche, infortuni, sofferenze, sacrifici. E di solito in tutte quelle sere c'è sempre stata una colonna sonora a riempire di musica la mia testa. Ogni volta un sound track diverso. Ogni volta indimenticabile. Ogni volta da brividi.

Sul letto della mia camera di hotel a Milano il sei aprile 2013 c'era una tshirt bianca arricchita di colori e di messaggi. Una tshirt che per me è diventata uno stile di vita. Disegnata dalle sapienti mani di un amico che di persona non ho ancora conosciuto, Giorgio Apostolo. La tshirt di ForKidsForLife è la sola tshirt che ogni volta che sta nelle mie mani mi trasmette emozione pura, primordiale, a tratti quasi infantile. La storia di quella tshirt è la storia di un viaggio dentro me stesso.

Racconta di una sfida. Racconta di una avventura iniziata un anno e mezzo fa. Da solo. Nella iniziale curiosità mista a diffidenza delle persone che mi stavano attorno. Trasformare i miei passi e le mie maratone in reti idriche. Portare acqua pulita ai bambini di un lontano villaggio dal nome impronunciabile in una remota regione dell'Africa centrale, il Casamance. Che in fondo la sfida dei #centomilapassi era tutta qui. Io corro, qualcuno dona qualcosa per ogni mio passo e con centomila passi compro tubi e rubinetti. E li collego ad un pozzo. E porto acqua pulita in un villaggio dove vivono ottantadue bambini.

Bambini costretti ad inseguire una vita sana solo perché nati nella parte sbagliata del mondo. Lontana da quella dove è nata mia figlia, per esempio. Che nella sua casa di rubinetti ne ha uno ogni otto metri. Perché l'Acqua è Vita.


 

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In questo mio viaggio imparo tanto. Imparo per esempio che ci sono altri bambini per i quali la vita inizia in salita. E che per vivere la loro di vita devono essere tenaci, molto tenaci. Come SuperBimbo, il figlio di una donna speciale conosciuta lungo il mio tragitto. SuperBimbo di nome fa Riccardo. Lui impara sulla sua pelle che nella vita #civuolefegato, che per lui ce ne vuole di più. Molto di più. Ci vuole addirittura un fegato nuovo anche se non ha nemmeno sei mesi di vita compiuti. E quel fegato nuovo serve subito. Dannatamente subito. Un trapianto, disperazione contro speranza, la morte contro la vita.

Quella donna si chiama Annalisa Gennaro e cambierà il senso del mio viaggio il 12 giugno del 2012. Perché quel giorno per la prima volta va on line www.forkidsforlife.org (un portale di personal fundraiser che raccoglie 'ambasciatori', runners che corrono per la gioia di correre e che usano la loro energia per raccogliere fondi per progetti di solidarietà, ndr).

E da quel giorno niente per me sarà più come prima...

La notte del sei aprile nella mia camera di hotel le spille balia fermano il pettorale numero 15 della Milano City Relay Marathon 2013. Quarantadue chilometri e centonovantacinque metri da correre in staffetta. Centomilapassi da condividere con altri tre runners. Con quella tshirt magica la mattina dopo correranno quattro squadre, sedici persone speciali. Ed è stato perciò la notte del sei aprile in quella camera che ho realizzato per la prima volta da quando questa sfida ha avuto inizio che la mattina dopo non sarei stato più da solo in strada a correre per realizzare il mio sogno. Ci sarebbero stati con me altri folli sognatori che avrebbero sfidato loro stessi per donare sorrisi. Cercando insieme a me di lasciare ai loro figli un mondo migliore di questo.

Gabriele Andreoni corre una maratona in meno di tre ore. In Italia è un privilegio concesso soltanto ad un migliaio di runners. Lui è stato il primo Ambasciatore di quella che allora – era il mese di marzo del 2012 – ancora era soltanto la sfida dei #centomilapassi. Sarà lui a consegnarmi il chip da portare al traguardo al km 33. Dopo una frazione corsa a passo da olimpiade.

Qualche minuto prima di lui sfreccia davanti ai miei occhi l'entusiasmo di Stefano Del Monaco. Ecco. Quella sarà la prima volta che vedrò una tshirt di ForKidsForLife correre indosso a qualcuno. Lo so, non è facile da capire cosa si provi. Non lo è certe volte neanche per me. Vedere una tua idea correre indosso a persone che conosci appena da poche ore, come Stefano o come Rosario Antonuccio. Persone capaci di correre con un entusiasmo che ti fa commuovere. Perché si, confesso di aver pianto. Più volte. L'ultima quando ho lasciato andare avanti per alcune centinaia di metri prima del traguardo Silvia Parma. Silvia custodiva gelosamente il chip della sua amica Nadia. Lei aveva una missione da compiere. Era concentrata. Asfalto e cronometro. Non mi andava che vedesse i miei occhi lucidi nel vedere quella sua grinta con indosso "quella" tshirt. Con un passo nettamente al di sotto del suo limite. Ma non credo che il concetto di "limite" appartenga a Silvia.

C'è una foto che racconta della felicità appena dopo la finish line, ancora con Silvia ed insieme a Paolo Biella e Ramona Valsecchi. Quella foto da allora è sulla copertina della mia pagina Facebook. Perché non la voglio conservare da nessuna parte dove non possa rivederla di continuo. È pura energia. La stessa energia che traspariva la sera prima a cena dalle parole di Matteo Torre. Lui lo vedi così e ti sembra un ragazzino tutto perbene ed educato. L'ultima cosa che ti verrebbe da pensare è che hai al tuo fianco un triatleta. Uno che spacca il secondo a giro. Che nuota, pedala e corre. Cattivo. Molto cattivo. Che se lo guardi in volto prima del traguardo ti fa quasi paura. Paura.

Paura è vocabolo che nel suo dizionario Italiano-Pistoiese Pistoiese-Italiano di certo non ha Antonio Luchi. Lui ride sempre. Un sorriso inesauribile. Che nella sua vita quando lo perde lo ritrova subito. Perché al posto del cuore questo Ambasciatore di ForKidsForLife ha una centrale atomica.

Eleonora Guzzetti sembra la tua compagna del liceo. Quella sempre brava e gentile con tutti, quasi timida e dall'aria indifesa. Poi la vedi con le scarpette ai piedi e capisci che quella grinta non la vedrai spesso in giro. Lei e Simona "corrimammacorri" di grinta ne hanno da vendere. Simona a Milano arriva con la febbre a 38. Ma lasciate perdere. Non le chiedete di rinunciare alla gara. La puoi fermare solo legandola da qualche parte. Ammesso però che riesci prima a prenderla. Che quelle del #TeamTower sono roba seria, come dicono loro.

Ho trovato una foto nella quale Debora Oliosi e Franco Novello lasciano un messaggio sul muro del Marathon Village nel pomeriggio del sabato. Sorridono. Loro due sono entusiasmo fatto persona. Ambasciatori 24 ore su 24. Franco credo vada a dormire da mesi con la tshirt di ForKidsForLife addosso. Debora l'ho vista sostenere maratoneti al km 32 con parole e sorrisi. Non smetteva di battere le mani. E le diventavano viola quelle mani a furia di applaudire ed incitare ogni singolo runner. Il km 32 è quello del "muro del maratoneta". Debora ha fatto riprendere il passo della corsa a runner che erano arrivati lì stremati, che camminavano a fatica. E li ho visti riprendere a correre sollevando la mano in segno di ringraziamento.

Il sole, la gente, la festa dopo il traguardo, i colori del castello sforzesco, i riflessi dell'acqua dalle fontane, il cielo azzurro di una primavera che finalmente era arrivata.

Ero commosso la mattina dopo sul volo Milano-Roma delle 8.50. Ma i vecchi Ray Ban hanno fatto il loro dovere.

Sono commosso anche ora mentre scrivo questo post. Che ho scritto perché non sono certo di essere riuscito a dire grazie ad ognuna di queste splendide persone. E perciò lo faccio ora. Che un Grazie è il minimo che possa dire per le emozioni che mi hanno regalato.

Il 7 aprile a Milano è nata la squadra degli Ambasciatori di #ForKidsForLife. La vedrete diventare grande. La vedrete correre in ogni parte del mondo. Ne sentirete parlare.

Sono orgoglioso di farne parte".

Alessandro Accalaio, For Kids For Life


Vai al blog centomilapassi.com
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