
Simone Giacomelli, figlio del Maestro Mario Giacomelli, ha deciso di sostenere concretamente ACRA donando il suo contributo per la realizzazione di progetti di sviluppo... Un impegno che segue i valori del padre che, come ci racconta Simone, "finanziò anche l'educazione e l'assistenza sanitaria di chi sopravvisse alla guerra civile. Poi sempre sostenne gli ultimi della terra e aiutò chi aveva il coraggio e la volontà di lasciare tutto per la gioia di darsi all'altro. Così ho pensato di rispettare lo sguardo del fotografo verso l'Altro attraverso e grazie alle sue immagini. Questo è il motivo della mia donazione ad ACRA".
Un impegno che siamo onorati di prendere in carico. Sicuri di esserne all'altezza, ma sempre con l'umiltà di chi, dopo oltre 40 anni di attività sul campo, ha ancora molto da imparare ed è pronto a dare sempre di più per migliorare.

"Io non credo che la morte chiuda certe storie, perché, se c'è tanto di strano in questi occhi che vedono, e in queste orecchie che sentono, vi è posto per altre cose strane che non capisco". [Mario Giacomelli]
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Biografia di Mario Giacomelli su Wikipedia
Giacomelli nasce a Senigallia nel 1925 da una famiglia contadina, e a Senigallia trascorre tutta la vita lavorando nella "Tipografia Marchigiana". Si dedicò alla fotografia (e in gioventù anche alla pittura e alla poesia) soltanto nel tempo libero e tutti i giorni dopo cena, fotografando inizialmente i dintorni di Senigallia, dove visse, quindi stampando provini non a contatto. Dal provino, con una lente, individuava il punto interessante e lo andava ad ingrandire poi stampava un 30x40 cm. Le sue immagini sono molto importanti per tutta la storia della fotografia.Dopo il 1955, ma soprattutto dopo che il MOMA di New York acquistò la serie Scanno, nel 1963, acquisì grande fama in Italia e all'estero.
Nelle sue foto, sempre in bianco e nero, di cui curò personalmente la stampa fino a portare a galla i segni che lo interessano, la realtà viene trasfigurata in idee e sensazioni superando il dibattito allora in corso nella fotografia italiana tra formalisti e neorealisti.
Il segno che ottenne nelle sue stampe è molto forte, i neri sono molto carichi, il forte contrasto porta a galla i grafismi, la grana è evidente. Le sue foto rappresentano un mondo ugualmente diviso tra amore e sofferenza sia che si tratti di paesaggi che di lavori a sfondo sociale.
Il 25 novembre 2000, all’età di 75 anni, Mario Giacomelli si è spento nella sua casa di Senigallia.

