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Da Zanzibar a Facebook, il turismo solidale di ACRA

00419 coverIl turismo è l'industria a più forte crescita nel mondo, genera oltre 2 miliardi di dollari ogni giorno in attività economiche, oltre 1,2 miliardi di utenti di internet. Secondo l'Organizazione Mondiale del Turismo (UNWTO), nel 2010 le entrate del turismo a livello internazionale sono state pari a 693 miliardi di dollari ed entro il 2018 il turismo genererà un posto di lavoro ogni 11.

In molti paesi poveri del mondo però il turismo non genera un reale vantaggio per le popolazioni locali. Mancano le competenze per trovare impiego nel settore turistico così come i capitali economici per avviare iniziative imprenditoriali legate all'indotto del turismo..

E' il caso di Zanzibar, un paradiso terrestre meta di turismo vacanziero da tutto il mondo. Qui l'economia dipende fortemente dal turismo internazionale. Ciononostante, le comunità rurali e i giovani in particolare, sono sempre più esclusi dai profitti del turismo, mentre risentono dei suoi impatti negativi sulla cultura locale e sull'ambiente.

Si calcola che il flusso turistico verso Zanzibar sia stimabile intorno alle 250 mila persone (fonte ZATI, Zanzibar Association of Tourism Investors) per un giro d'affari intorno a 1,35 miliardi di dollari. Di questi, la ricaduta sulle poor communities locali è intorno al 10%.

Ogni dieci dollari spesi a Zanzibar solo uno arriva a migliorare le condizioni di vita delle popolazioni locali più svantaggiate.

Di fronte a queste necessità, ACRA si è attivata con il progetto "Pro poor turism", sviluppato in collaborazione con Changamoto LPF, una organizzazione locale specializzata nello sviluppo e supporto di piccole imprese. L'obiettivo, grazie ai finanziamenti dell'Unione Europea, è quello di fare del turismo una leva di sviluppo per la popolazione locale.

L'idea è stata quella di dare supporto a piccole imprese cercando di legarle al turismo, supportare giovani con la formazione nel settore alberghiero e nell'amministrazione, creare contatti con le comunità e i partner locali, creare un'agenzia che facesse da ponte tra domanda ed offerta di lavoro, sostenere economicamente l'avvio di microimprese per la produzione artigianale: accoglienza in case tradizionali, visite guidate ai villaggi di pescatori, servizi di logistica e artigianato sono i settori dove gli imprenditori locali si stanno mano a mano affermando...

Tra le diverse attività, spicca il caso di Asilia, la prima cooperativa artigiana di Zanzibar. Nata nel 2010, oggi riunisce 353 perone, per la maggioranza donne, che hanno deciso di mettersi insieme per un'impresa economica: produrre artigianato di qualità per il mercato locale e per i turisti. Artigianato vero, per contrastare la paccottiglia importata che si vende nelle boutiques dei villaggi turistici.


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la pagina Facebook di Asilia


"Abbiamo fatto uno studio di fattibilità sui prodotti artigianali, sia per la domanda locale sia per le vendite agli stranieri - spiega Alessia Lombardo, responsabile del progetto Pro Poor Tourism - Abbiamo scelto i prodotti artigianali 'veri', da sostituire ai finti prodotti tipici, che in realtà sono importati. Per esempio, i turisti comprano negli hotel le barchine con le spezie che in realtà arrivano dall'India, ma non sanno che è molto più interessante comprare al mercato la corteccia della cannella".

Collegandovi alla pagina Facebook di Asilia potrete leggere di come le donne del gruppo Subira Ni Ngao hanno frequentato corsi di inglese e di gestione economica. Di come molte di loro che prima vivevano di piccoli lavori saltuari e di pesca, oggi siano diventate bravissime artigiane di batik, il tipico tessuto decorato con cui si fabbricano vestiti, borse e copricapo.

Nei post più recenti, potrete incontrare alcuni tra gli artigiani della cooperativa. Le raccoglitrici di miele del gruppo Wasemao che hanno frequentato corsi sulle nuove tecniche di gestione delle arnie e di marketing e oggi vendono miele sia al mercato locale che agli hotel di Unguja. O Hafidh, uno dei membri del gruppo Kuwa Uyaone, che dopo la scuola di carpenteria nel 2007 ha aperto la sua bottega a Jambiani e produce splendidi mobili artigianali, cesti tradizionali, insegne e suppellettili per la casa.

E potrete vedere la bottega di Asilia, nel centro turistico di Nungwi, dove 13 gruppi di artigiani e artisti portano tappeti, stuoie, terracotte, ceste, batik, borse, vestiti...

I prodotti di Asilia sono presentati con cura, descrivendone la filiera dalla materia prima alla realizzazione del prodotto: il lavoro che c'è dietro ogni manufatto, la fatica, la capacità, il sapere che guida le mani dell'artigiano che è poi la storia stessa delle persone che rimane dentro ogni oggetto e lo rende speciale.