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Scegli la diversità!

scegli la diversitaScegliere la diversità vuol dire consumare alimenti prodotti in prossimità, con metodi biologici e con un modello di agricoltura che possiamo definire contadina senza nostalgie bucoliche, ma per riaffermare una modalità di produzione più sostenibile e capace di garantire diritti, innovazione, sviluppo ed efficienza.

 

 

 


LA campagna

Lo spot "Scegli la diversità!" è stato prodotto da ACRA, e realizzato da Elisabetta Facco, nell'ambito del progetto "Good practices in sustainable agriculture and Food Sovereignty: developing an inclusive approach in fighting against poverty" finanziato dall'Unione Europea e con il contributo del Comune di Milano, punta sui consumatori per promuovere un consumo critico e consapevole.

"Abbiamo voluto questo spot – racconta Giuseppe de Santis, desk sovranità alimentare ACRA - per sensibilizzare i cittadini europei (lo spot sarà tradotto e distribuito in 12 paesi europei e nord africani coinvolti nel progetto "Farmers' seeds", ndr) ai diritti legati al cibo e ribadire che non si può affrontare il tema dell'alimentazione senza interrogarsi sulle questioni che la sovranità alimentare ci pone con urgenza. Ognuno di noi può fare qualcosa per riappropriarsi del diritto al cibo più buono, più pulito e più giusto semplicemente facendo la spesa...".

Lo spot "Scegli la diversità!" è stato diffuso tramite portali web sensibili ed è stato scelto come iniziativa "Rai per il sociale" in onda dal 4 al 17 gennaio 2013, con 42 spot trasmessi sui tre canali RAI 1, RAI 2 e RAI 3.



La biodiversità coltivata è a rischio!

La riduzione della varietà di frutta e verdura coltivate nei campi è inesorabile. Centinaia di varietà che sono state ridotte alle due o tre disponibili sugli scaffali della grande distribuzione organizzata (tra le tante, lo spot si focalizza su alcuni dati allarmanti: perse il 90% delle varietà di mais, perse l'86% di varietà di mele).

Negli ultimi 20 anni abbiamo rinunciato a coltivare e consumare i 3/4 delle varietà che si coltivavano un tempo. Una perdita gravissima per la biodiversità coltivata, che è la prima garanzia per la qualità dell'alimentazione, ma anche un rischio ambientale (meno varietà coltivate vuol dire meno capacità di adattarsi ai cambiamenti climatici e, quindi, più pesticidi e fertilizzanti chimici).

Vuol dire anche meno saperi, quelli legati alla produzione e quello legati al consumo di alimenti ormai scomparsi. Vuol dire infine meno cura del territorio, meno paesaggio. Vuol dire meno diritti per chi il cibo lo produce e meno sicurezza per lo consuma.

 

Difendi la sovranità alimentare

In una parola, meno biodiversità coltivata vuol dire meno sovranità alimentare che è il diritto imprescindibile di ogni popolo a produrre e consumare cibo in quantità e qualità adeguate. Cibo che rispetti e riaffermi le identità, i saperi specifici del territorio, il patrimonio ambientale tutelandolo per le generazioni future...