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La Tapoa ed il suo miele

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La Tapoa ci accoglie calda e silenziosa. Le 7 ore di viaggio dalla capitale Ouagadougou non ci abbattono ma anzi ci motivano a scoprire cos’ha da offrire Diapaga, la cittadina ad est del Burkina che accoglie uno dei nostri progetti, chiamato in codice “BURMIC”. Il progetto si occupa di sviluppo rurale sostenibile ed ha come obiettivo quello di contribuire alla piena realizzazione del diritto al cibo, migliorando le condizioni di vita delle popolazioni rurali e sostenendo la strategia nazionale di lotta alla povertà in Burkina Faso.

Le attività che il progetto porta avanti sono tante: si parte dal supporto alla filiera del miele, che prevede la formazione sulle tecniche di allevamento delle api, raccolta e filtraggio del miele, passando per il warrantage con costruzione di magazzini di stoccaggio di prodotti agricoli, fino ad arrivare al supporto imprenditoriale, per attività di marketing e commercializzazione dei prodotti. Tutto nell’ottica di valorizzare la sovranità alimentare e rafforzare l’organizzazione interna della associazioni locali.

Così il primo giorno visitiamo il gruppo Calimani di apicoltori, situato a Kolin II vicino a Taparga, che fa parte di una delle 6 unioni provinciali di apicoltori nella Tapoa, sostenute dal progetto che ACRA, grazie ai finanziamenti delle Fondazioni for Africa, ha messo in piedi da un anno e mezzo. All’unione hanno già aderito 15 gruppi di apicoltori. Il gruppo ci racconta che grazie al progetto gli apicoltori hanno ricevuto una formazione sulle tecniche dell’apicoltura che ha facilitato l’introduzione di arnie moderne affiancate alle arnie tradizionali (chiamate keniane) e alle arnie “intermedie”. Il supporto di un tecnico locale ha permesso la colonizzazione delle nuove arnie, che sembravano non essere interessanti per le api africane

Tra le attività di progetto è anche compreso uno studio dell’università di Ouagadougou per sviluppare un miele a potenzialità mono-florale. Proprio in questi giorni alcune arnie sono state analizzate per studiarne i pollini presenti. L’obiettivo è quello di raggiungere a medio termine una certificazione del miele mono-florale per distinguersi dalla concorrenza. Inoltre gli apicoltori (160 in totale) sono accompagnati da ACRA per richiedere un prestito alla Bank of Africa ed acquistare un kit per apicoltori: il collegamento tra la banca e gli apicoltori è diretto e permetterà in un primo momento di garantire l’accesso al prestito ai primi 50 apicoltori.

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Photo: Stefania Guida | Arnia tradizionale (chiamata “rouche kényane”)

Le api muoiono in famiglia

Il gruppo ci racconta poi le infinite potenzialità del miele: dalle qualità cosmetiche per realizzare il sapone, fino alle qualità curative della propoli; qui in brousse si valorizzano anche le sue proprietà alcoliche: infatti tramite il miele si realizza un famoso liquore chiamato “dolomiel”, la cui ricetta però rimane assolutamente segreta e sembra che, mischiato ad alcune radici africane, il miele abbia anche delle doti afrodisiache!

Uno dei sogni per l’unione provinciale è quello di realizzare una mieleria a Diapaga, una centrale in cui gli apicoltori potranno stoccare, filtrare e vendere il pregiatissimo miele della Tapoa, e rendersi autonomi a tutti gli effetti, prendendo esempio dalle loro fedelissime api.

Ascoltare gli apicoltori, seduti sotto un albero mentre ci raccontano la storia delle loro api, mi fa riflettere su quanto rispetto diano a questi delicatissimi insetti. L’inquinamento, la deforestazione, la mancanza d’acqua e l’utilizzo di pesticidi possono infatti distruggere interi alveari in poco tempo. E’ per questo che le api devono essere tutelate. Per proteggerle dai pesticidi, particolarmente in voga tra gli agricoltori di queste zone, gli apicoltori uniti, come le loro piccole api, si stanno battendo perché a livello statale ci sia maggior controllo e sensibilizzazione.

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L’equilibrio dell’arnia è inoltre particolarmente difficile da mantenere: Anche solo una goccia d’acqua (durante la stagione delle piogge) può far innervosire la permalosissima regina e far partire l’intero sciame. Perfino quando l’arnia prende fuoco, le api si uniscono per proteggere la loro regina e, se necessario, muoiono assieme, raggruppate in famiglia. Così mantenere stabile questo delicatissimo ecosistema diventa un lavoro certosino per gli apicoltori, che imparano dalle loro api il lavoro di squadra, il rispetto dell’ambiente e la ricchezza della divisione dei ruoli.

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Il secondo giorno lo dedichiamo ad incontrare i produttori di cereali che, uniti nell’unione boayaba stoccano i loro prodotti (riso, niebe, arachidi e mais) in un magazzino di warrantage nella zona di Tansarga. Il warrantage, per chi si stesse chiedendo cosa sia, è un sistema di credito concesso ai piccoli coltivatori in cambio della loro produzione di cereali come garanzia. Questo meccanismo prevede lo stoccaggio della produzione agricola da parte di piccoli agricoltori raggruppati in organizzazioni paesane. Il primo magazzino di warrantage realizzato nel secondo anno di progetto si trova a Tansarga.

I prodotti che vediamo nell’unità, confezionati in sacchi, vengono immagazzinati appena finito il raccolto, quando i prezzi sul mercato sono più bassi. Per ogni sacco depositato l’agricoltore ottiene dall’istituzione finanziaria un prestito che solitamente viene utilizzato per portare avanti piccoli commerci generatori di reddito o per acquistare attrezzature allo scopo di migliorare il lavoro nei campi della stagione successiva. Quando il prezzo del prodotto agricolo è più alto, durante la stagione delle piogge prima che arrivi il nuovo raccolto, il contadino riscatta i suoi sacchi dall’istituto di credito e vende il prodotto ottenendo un ricavo maggiore.

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57 produttori partecipano al warrantage del nostro progetto, divisi in 8 gruppi. Uno di questi è stato appena selezionato e così andiamo a comunicargli la vittoria. Nonostante la strada sia difficilmente percorribile, dato che un forte temporale ha allagato strade e campi, ci lanciamo in un viaggio in motocicletta per raggiungere un pacifico gruppo di agricoltori che ci aspetta, sotto l’ombra di un baobab, per comunicargli la piacevole sorpresa.

Dal prossimo mese potranno incominciare a stoccare i loro prodotti e hanno tutti voglia di imparare a prendere il meglio da questa nuova esperienza di warrantage. In giornate così, nonostante la stanchezza ti sembra tutto più chiaro: così quella pace e quella passione negli occhi dei beneficiari, ti contagia e diventa un po’ anche la tua.


 
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